Definizione del perfetto oratore - Cicerone versione latino in pratica e in teoria

Definizione del perfetto oratore - Cicerone libri: Operativamente n° 61 pagina 83 - In pratica e in teoria

Erit igitur eloquens is qui in foro causisque civilibus ita dicet, ut probet, ut delectet, ut flectat.

Probare necessitatis est, delectare suavitatis, flectere victoriae: nam id unum ex omnibus ad obtinendas causas potest plurimum. Sed quot officia oratoris, tot sunt genera dicendi: subtile in probando, modicum in delectando, vehemens in flectendo; in quo uno vis omnis oratoris est.

Magni igitur iudici, summae etiam facultatis esse debebit moderator ille et quasi temperator huius tripertitae varietatis.

Nam et iudicabit quid cuique opus sit et poterit quocumque modo postulabit causa dicere. Sed est eloquentiae sicut reliquarum rerum fundamentum sapientia. Ut enim in vita sic in oratione nihil est difficilius quam quid deceat videre. Prepon appellant hoc Graeci, nos dicamus sane decorum.

Sara' dunque oratore perfetto colui che sapra', parlerà in modo tale nei discorsi del foro e in quelli dei tribunali che dimostra, riuscire a dimostrare la verità a dilettare commuove a convincere.

Il dimostrare e' richiesto dalla necessita', il dilettare dal piacere, il commuovere convincere dall'esigenza del successo: già infatti uno solo di questi può molto per la riuscita delle cause. Ma Dunque quanti sono i ruoli dell’oratore, tanti sono gli stili del parlare: preciso nell'’esaminare, quando si tratta di dimostrare la verità non eccessivo nel rallegrare energico nel persuadere; questa è in ciò solo sta l’energia il valore di ciascun oratore.

Pertanto nel grande giudizio (sottinteso l'oratore persona) dunque di grande buon senso, quello dovrà essere il moderatore egli dovrà anche saper temperare il suo ingegno oratorio e quasi il dosatore di questa tripartizione di stili. e in un certo senso saper dosare questi tre diversi stili. Infatti sia giudicherà ciò e a quello sia e potrà in qualsiasi modo richiedere con la causa da dire.

Infatti sia valuterà cos’è necessario per ciascuno, sia potrà parlare in qualsivoglia modo lo richiederà la causa. Ma il fondamento dell’eloquenza è come la sapienza delle cose dimenticate. Ma il fondamento dell’eloquenza, come di tutte le altre cose, è la saggezza. Infatti come nella vita e nell’orazione nulla è più difficile come ciò che conviene vedere. Infatti come nella vita, così nell’oratoria niente è più difficile che scegliere che cosa è opportuno esaminare. I Greci chiamano prépon questa capacità, noi diciamo semplicemente opportunità.

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