Moderazione del perfetto oratore- Versione di latino di Cicerone dal libro In pratica e teoria

Moderazione del perfetto oratore
Versione latino Cicerone
LIBRO In pratica e teoria

Oratorem vero irasci minime decet, simulare non dedecet.

An tibi irasci tum viderum, cum quid in causis acrius et vehementius dicimus? Quid? cum iam rebus transactis et praeteritis orationes scribimus, num irati scribimus? Num aut egisse umquamiratum Aesopum aut scripsisse existimas Accium? Aguntur ista praeclare, et ab oratore quidem melius, si modo est orator, quam ab ullo histrione, sed aguntur leniter et mente tranquilla.

Traduzione n. 1

Traduzione numero 2

Quanto all'oratore, l'ira non gli sta bene affatto; però, può anche simularla.

Ti pare che siamo in collera noi, quando nelle cause parliamo con un pò di vigore ed energia? E quando, a cose già andate da un pezzo, scriviamo i discorsi, è mai concepibile che li scriviamo in preda all'ira? Pensi che Esopo era adirato qualche volta, quando recitava questo pezzo, o era in collera Accio quando lo scriveva? Questi sono brani di grande effetto - e l'oratore, se è oratore per davvero, può recitarli meglio di qualsiasi attore di teatro;

ma vanno detti con calma, e a mente tranquilla.

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