Il figlio del re Creso - instrumenta versione latino Gellio

Il figlio del re Creso versione latino Gellio
traduzione libro Instrumenta pagina 187 Numero 18

Filius Croesi regis, cum iam fari per aetatem posset, infans erat, et cum iam multum adolevisset, item nihil fari quibat.

Mutus autem et elinguis diu habitus est. Postea Croesus bello victus est; urbe, in qua erat, capta, hostis in eum, ignorans regem esse, gladio destricto invasit: filius eius os diduxit, clamare nitens eoque nisu vitium nodumque linguae rupit planeque et articulate elocutus est, clamans in hostem ne rex Croesus occideretur.

Tum et hostis gladio reduxit et regi vitam donavit et adulescens loqui prorsum deinceps incepit.

Il figlio del re Creso, nonostante potesse già parlare a causa dell’età (cioè benchè avesse già l'età per poter parlare), era (invece) muto, e, anche dopo essere diventato un ragazzo, non era ugualmente capace di dire nulla.

D’altra parte rimase a lungo muto e in silenzio. In seguito Creso perse la guerra;

presa la città in cui abitava, un nemico, sguainata la spada, gli saltò addosso, ignorando che egli (fosse) il re: suo figlio aprì la bocca sforzandosi di gridare, con quello sforzo sciolse il difetto e il nodo alla lingua e parlò chiaramente e apertamente, gridando verso il nemico di non uccidere il re Creso.

Allora il nemico mise a posto la spada, donò la vita al re e il ragazzo iniziò a parlare da quel momento completamente

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