Alessandro figlio del Dio Ammone

Inizio: Alexander Rhodum, Aegyptum Ciliciamque sine certamine receperat. Fine: coloniam Macedonum et caput totius Aegypti

Alessandro aveva recuperato senza combattere Rodi, Egitto e Cilicia.

Poi si avvia verso il santuario di Giove Ammone per consultarlo sul futuro e le sue origini. Infatti un tempo Olimpia, sua madre, aveva detto a suo marito Filippo " Alessandro non da te l'ho generato, ma da un serpente, animale di mirabile grandezza e divina natura" Quindi Filippo, all'incirca nell'ultimo periodo della sua vita aveva proclamato pubblicamente che Alessandro non era suo figlio. Perciò aveva ripudiato la moglie. Allora Alessandro, che desiderava grandemente un'origine divina ed insieme aveva in animo di lavare l'onta arrecata alla madre, inviò a tappe forzate al tempio di Giove Ammone degli ambasciatori mandati avanti che corruppero i sommi sacerdoti.

Subito i sacerdoti salutano il re che fa il suo ingresso nel tempio come figlio di Ammone. Alessandro, lieto dell'adozione divina, poi li interroga sulla vendetta da consumare a spese degli uccisori di suo padre.

I sacerdoti così rispondono: "Tuo padre non può essere ucciso né morire; la vendetta del re Filippo è stata attuata completamente" Anche a quelli del suo seguito si rispose " Venerate Alessandro come un dio, non come re, infatti è stirpe divina" In seguito a questo Alessandro accrebbe la sua arroganza, moltiplicò la notevole baldanza d'animo e depose l'affabilità, che aveva appreso dall'istruzione greca e le istituzioni macedoni. Tornato indietro da Ammone fondò Alessandria, colonia macedone e capitale di tutto l'Egitto

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