Astuzia di Sertorio - Versione da Latino a Colori

Astuzia di Sertorio
versione latino traduzione
libro latino a colori p. 144 es. 45

Sertorius strenuus vir egregiusque dux erat. Sertorius mendacium dicebat barbaris copiis, si mendacium prodesset, et litteras compositas pro veris legebat et somnium simulabat.

Historia Sertorii nota est: cerva alba, pulchra et rapida Sertorio a Lusitano datur. Sertorius mendacium copiis suis dicit: " Alba cerca, a dis mihi data, divina verba dicit: nam alba cerca Dianae donum est. " Itaque universi Sertorio parebant.

At noctu adversarii Sertorii castra invadunt: cerva, turba consternata, ab adversariis fugatur, in silva proxima latet atque ad castra non remeat. Paulo post cerva a Sertorii servo invenitur sed Sertorii consilio nuntius praetermittur: ita copiae verum ignorant.

Nam Sertorius, callidus vir, portentum simulaturus erat: quare amicis somnium narrat: " Albam cervam, Dianae donum, apud fluviumi video; ex improviso rapida cerva ad castra remeat et divina verba dicit. " Subito servi auxilio alba cerva in cubiculum Sertorii irrumpit: universi stupent et Sertorium dis carum putant Sertorio era un un uomo valoroso ed un eccellente generale.

Sertorio raccontava falsità alle truppe barbare - se servisse la menzogna – e leggeva una lettera finta per vera e simulava un sogno. E' celebre la storia di Sertorio: una bianca cerva, bella e veloce, viene data da un Lusitano a Sertorio. Sertorio dice alle sue truppe: “ Una candida cerva, datami dagli dei, dice parole profetiche, infatti la cerva bianca è un dono di Diana”. Perciò; tutti obbedivano a Sertorio. Ma di notte gli avversari di Sertorio irrompono nell’accampamento: la cerva spaventata dallo scompiglio viene messa in fuga dagli avversari, si nasconde nel vicino bosco e non torna all’accampamento. Poco dopo la cerva viene trovata da un servo di Sertorio ma per consiglio di Sertorio viene occultata la notizia: così; le truppe ignorano la verità; . Infatti Sertorio, uomo astuto, era in procinto di simulare un prodigio: perciò racconta agli alleati un sogno: “Vedo la bianca cerva, dono di Diana, vicino al fiume; all’improvviso rapida la cerva torna all’accampamento e pronuncia parole ispirate dagli dei”. Subito con l’aiuto del servo la cerva bianca compare nella stanza di Sertorio: tutti si meravigliano e considerano Sertorio caro agli dei

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