Discorso di Lucio Emilio Paolo - Il tantucci laboratorio e Latino a Colori versione latino Livio

Discorso di Lucio Emilio Paolo versione latino Livio
traduzione il tantucci laboratorio

Coram toto exercitu L. Aemilius convenientem orationem habuit, quā monstravit unum imperatorem in exercitu providēre et consulĕre, quid agendum sit; militem haec tria curare debēre: corpus ut quam validissimum habeat, arma apta, cibum paratum ad subĭta imperia; cetera scire de se dis immortalibus et imperatori suo curae esse.

Ab his praeceptis contionem dimisit, etiam veteranis volgo (= “apertamente”) fatentibus se illo primum die (= “quel giorno per la prima volta”), tamquam tirōnes, quid agendum esset in re militari, didicisse.

Neminem totis mox castris quietum videres: acuĕre alii gladios, alii galeas bucculasque, alii lorīcas tergĕre, alii aptare corpori arma experirique sub his membrorum agilitatem, quatĕre alii pila, alii micare gladiis mucronemque intuēri, ut facile quis cerneret, ubi primum conserendi manum cum hoste data occasio esset, aut victoriā egregiā aut morte memorabili finituros (esse) bellum.

Lucio Emilio, di fronte a tutto l'esercito, tenne un discorso conforme [a quelle già fatto in Roma] con il quale sottolineò che un esercito un solo comandante supremo provvedeva e deliberava ciò che era da farsi; a tre cose doveva badare il soldato; ad avere il suo corpo robustissimo ed abilissimo, le armi adatte, il cibo pronto ad ogni ordine improvviso; quanto al resto, era cura degli Dei immortali e del suo comandante supremo. Dati questi ordini, sciolse I' adunata, confessando pubblicamente gli stessi veterani, di avere quel giorno per la prima volta, quasi soldati novizi, imparato come ci si dovesse comportare sotto le armi. Immediatamente non avresti visto in tutto il campo nessuno che stesse in ozio; alcuni aguzzavano le spade, altri lucidavano le celate e le golette, altri le corazze; altri adattavano le armi alla persona e con esse indosso facevano una prova di agilità; altri scrollavano la lancia, altri brandivano la spada e ne esaminavano il filo; così che avrebbe ognuno scorto facilmente che alla prima occasione che si fosse offerta di scontrarsi con il nemico, avrebbero finito la guerra o con una egregia vittoria o con una morte gloriosa.

Versione dal libro latino a scuola latino a casa

Coram toto exercitu L. Aemilius convenientem orationem habuit, quá monstravit unum imperatorem in exercitu providére et consulëre, quid agendum sit; militem haec tria curare debére: corpus ut quam validissimum habeat, arma apta, cibum paratum ad subïta imperia; cetera scire1 de se dis immortalibus et imperatori suo curae esse. Ab his praeceptis contionem dimisit, etiam veteranis volgo (= “apertamente”) fatentibus se illo primum die (= “quel giorno per la prima volta”), tamquam tirónes, quid agendum esset in re militari, didicisse. Neminem totis mox castris quietum videres: acuëre alii gladios, alii galeas bucculasque, alii lorícas tergëre, alii aptare corpori arma experirique sub his membrorum agilitatem, quatëre alii pila, alii micare gladiis mucronemque intuéri, ut facile quis cerneret, ubi primum conserendi manum cum hoste data occasio esset, aut victoriá egregiá aut morte memorabili finituros bellum.

Lucio Emilio, di fronte a tutto L' esercito, tenne un discorso conforme [a quelle già fatto in Roma] con il quale sottolineò che un esercito un solo comandante supremo provvedeva e deliberava ciò che era da farsi; a tre cose doveva badare il soldato; ad avere il suo corpo robustissimo ed abilissimo, le armi adatte, il cibo pronto ad ogni ordine improvviso; quanto al resto, era cura degli Dei immortali e del suo comandante supremo. Dati questi ordini, sciolse I' adunata, confessando pubblicamente gli stessi veterani, di avere quel giorno per la prima volta, quasi soldati novizi, imparato come ci si dovesse comportare sotto le armi. Immediatamente non avresti visto in tutto il campo nessuno che stesse in ozio; alcuni aguzzavano le spade, altri lucidavano le celate e le golette, altri le corazze; altri adattavano le armi alla persona e con esse indosso facevano una prova di agilità; altri scrollavano la lancia, altri brandivano la spada e ne esaminavano il filo; così che avrebbe ognuno scorto facilmente che alla prima occasione che si fosse offerta di scontrarsi con il nemico, avrebbero finito la guerra o con una egregia vittoria o con una morte gloriosa.

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