Enea - versione latino

Inizio: Antiqui poetae Aeneam, Veneris et Anchisae filium, magnis laudibus ob miram pietatem erga deos et homines celebraverunt. Fine: Ita Aenas oppidum condidit et a nomine uxoris Lavinium appelavit

Gli antichi poeti celebrarono Enea figlio di Venere e di Anchise con grandi lodi a causa della sorprendente devozione verso gli dei e gli uomini.

Quando i greco con un inganno ignobile espugnarono Troia famosa città. Enea portando sulle spalle il vecchio padre scappò dalla patria ed intraprese un arduo viaggio. Vagò per 7 anni a causa dell'ira di Giunone sempre avversa ai troiani. Quindi dopo molte fatiche e molti pericoli arrivò a Cartagine dove così come cantano i poeti il condottiero dei discendenti di troia (ovvero enea) fu a lungo ospiete presso la regina Didone.

In seguito andò in Italia infine con pochi superstiti arrivò alle coste del Lazio dove regnava il re latino.

Come prima cosa il re dei latini fece un patto di futura amicizia con i troiani quindi diede in matrimonio al comandante degli stranieri la figlia lavinia. Per questo motivo suscità la rabbia di Turno Re dei Rutili promesso sposo di Lavinia, infatti Turno combattè in duello con Enea e morì con una ferita mortale Così Enea fondò una citta e la chiamò "lavinio" dal nome della moglie

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