Divinità Galliche - VERSIONE da Le ragioni del latino

Divinità Galliche Versione di latino e traduzione dal libro le ragioni del latino volume 2 pagina 52 numero 104

Deum maxime Mercurium Galli colunt. Huius sunt plurima simulacra; hunc omnium inventorem artium ferunt, hunc viarum atque itinerum ducem, hunc ad quaestus pecuniae mercaturasque vim maximam arbitrantur.

Post huns, deos colunt apollinem et martem et iovem et minervam.

de his eandem fere habent opinionem quam reliquae gentes: apollinem existimant morbos depellere, minervam operum atque artificiorum initia tradere, iovem imperium caelestium tenere, martem bella regere.

Galli se omnes ab Dite patre prognatos praedicant idque ab druidibus proditum dicunt

Tra gli dei i Galli adorano soprattutto Mercurio Di questo vi sono molti templi: credono questi inventore di tutte le arti, guida delle strade e dei percorsi, e ritengono questo autorità suprema delle questioni di soldi, di commercio e delle più importanti Dopo questo adorano gli Dei Apollo e Marte e Giove e Minerva Di questi hanno quasi la stessa opinione che le altre popolazioni: ritengono che Apollo debelli le malattie, che minerva tramandi i fondamenti delle opere e delle arti, che giove governi il potere dei Celesti, che Marte governi le guerre I Galli affermano di essere tutti discendenti del padre Dite e dicono che ciò sia tramandato dai Druidi.

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