Importanza dell'eloquenza - Le ragioni del latino - Versione di Cicerone

Importanza dell'eloquenza Cicerone
Libro: Le Ragioni del Latino 2° vol. pag85 n. 165

Stultorum et improborum temeritas et audacia violabat eloquentiam, summo cum rei publicae detrimento; studiose illis resistendum fuit et rei publicae consulendum.

Quod non fugit Catonem neque Laelium neque Africanum neque Gracchos. Quibus in hominibus erat summa virtus et summa auctoritas et eloquentia quae et his rebus ornamento et rei publicae praesidio erat.

Quare meo quidem animo eloquentiae studendum est. Nam hinc ad rem publicam plurima commoda veniunt; hinc ad ipsos qui eam adepti sunt laus, honos, dignitas confluit.

Ac mihi quidem videntur homines, cum multis rebus humiliores et infirmiores sint, hac re maxime bestiis praestare, quod loqui possunt. Quare praeclarum mihi quiddam videtur adeptus esse is qui hominibus ipsis antecellat in ea re, qua homines bestiis praestent

La temerarità e l’arroganza degli stolti e dei disonesti offendeva l’eloquenza, con grandissimo danno allo Stato; era necessario fare resistenza a quelli appassionatamente e bisognava agire per il bene dello Stato.

Ciò non rimase inosservato a Catone né a Lelio né ad Africano né ai Gracchi. In quegli uomini vi era una grandissima forza d’animo ed autorità e l’eloquenza che era il sostegno in queste attività ed il decoro dello Stato.

Perciò a mio parere bisogna applicarsi all’eloquenza. Difatti da ciò derivano allo Stato molti vantaggi; da ciò a coloro che la conseguirono, giunge largamente la lode, l’onore e la dignità.

Eppure mi sembra che gli uomini, poiché sono più modesti e fragili in molte situazioni, sono superiori soprattutto alle bestie per questa facoltà, poiché non possono parlare. Perciò mi pare di aver conseguito una cosa molto nobile coloro che prevalgono sugli stessi uomini in questa attività con cui gli uomini sono superiori alle bestie.

Altra proposta di traduzione

La temerarietà e l'audacia degli stolti e degli improbi viola l'eloquenza, con grande danno alla repubblica; quelli devono resistere assiduamente e la repubblica deve intervenire. Ciò non coinvolge Catone, né Lelio, né l'Africano e nemmeno i Gracchi. I quali uomini avevano una somma virtù e somma autorità e eloquenza che era per queste cose ornamento e aiuto allo stato. Per questa deve essere praticata l'eloquenza. Infatti da questa derivano molte cose utili allo stato, da qui agli stessi che la seguono ne segue la lode, l'onore e la dignità. Ma mi sembra che gli uomini, essendo più umili e deboli in molte cose, mostrano queste cose alle bestie che non possono parlare. Per tale ragione mi sembra molto evidente che è migliore quello che si distingue rispetto agli stessi uomini in quelle cose che gli uomini mostrano alle bestie.

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