Nobiltà di carattere di Catone Uticense - Le ragioni del latino

Nobiltà di carattere di Catone Uticense
Autore: Valerio Massimo Superni Gradus
e libro le ragioni del latino

Cato, cum salutandi gratia, praetextatus ad Sullam venisset et capita proscriptorum in atrium allata vidisset, atrocitate rei commotus paedagogum suum nomine Sarpedonem interrogavit quapropter nemo inveniretur, qui tam crudelem tyrannum occideret. Cum paedagosus respondisset non voluntatem hominibus sed facultatem deesse quod salus Sullae magno praesidio militum custodiretur, Cato obsecravit ut ferrum sibi daret, adfirmando perfacile se eum interfecturum esse, quod in triclinio illius considere soleret. Paedagosus et animum Catonis agnovit, et propositum exhorruit eumque postea ad Sullam excussum semper adduxit.

Rivestito della toga pretesta Catone dopo esser andato da Silla a visitarlo e dopo aver visto le teste dei proscritti portate nell'atrio, inorridito da quell'atroce visione domandò al suo precettore Sarpedone perché non si trovava nessuno che uccidesse un tiranno così crudele.

Il precettore avendo risposto che agli uomini mancava non la volontà bensì la possibilità poiché Silla era protetto da un forte presidio di soldati, Catone lo supplicò di porgergli una spada, dicendo che l'avrebbe ucciso molto facilmente dal momento che usava sedersi sul suo letto.

Il precettore da un lato riconobbe l'animo di Catone e dall'altro inorridì davanti a tale proposito e in seguito lo portò da Silla.

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