Ai romani vengono a mancare le navi - Versione Cesare Littera Litterae

Ai romani vengono a mancare le navi
versione latino Cesare
Traduzione dal libro Littera Litterae n. 3 pag. 208

Caesar, etsi ad spem conficiendi negotii maxime probabat, coactis navibus, mare transire et Pompeium sequi, priusquam ille sese transmarinis auxiliis confirmaret, tamen eius rei moram temporisque longiquitatem timebat, quod omnibus coactis navibus Pompeius praesentem facultatem insequendi sui ademerat.

Relinquebatur ut ex longinquioribus Galliae Picenique et a freto naves essent exspectandae. Id propter anni tempus longum atque impeditum videbatur.

Interea veterem exercitum, duas Hispanias confirmari, quarum erat altera maximis beneficiis Pompeii devincta, auxilia, equitatum parari, Galliam Italiamque temptari se absente nolebat.

Pur stimando Cesare, di grande importanza per la realizzazione della sua impresa riunire una flotta, attraversare il mare ed inseguire Pompeo prima che questo potesse affidarsi a soccorsi di oltre mare, temeva tuttavia la lentezza di quella operazione, che aveva bisogno di moto tempo, poiché Pompeo gli aveva tolto momentaneamente la possibilità di inseguirlo avendo egli già fatto razzia di tutte le navi.

Non rimaneva che aspettare le navi che provenivano dalle più lontane regioni della Gallia e del Piceno e dallo stretto di Messina. E, data la stagione, la cosa appariva lunga e difficile.

Inoltre Cesare non voleva che, durante la sua assenza, si rinforzassero l'esercito veterano di Pompeo e le due Spagne, una delle quali era molto stretta a Pompeo per i grandissimi favori avuti (da Pompeo stesso), (e) che fossero organizzate truppe ausiliarie e una cavalleria e che si cercasse di sollevare l'Italia

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