Alcune avventure di Ulisse - VERSIONE Littera Litterae n. 2 pag. 182

Alcune avventure di Ulisse versione di latino e traduzione libro littera litterae pag: 182 n.2

Troia Ulixes discessit et propter ventos adversos>

ad oras Ciconum, Thraciae incolarum, pervenit.Illio contra Circones pugnavit,at multi comites> interfecti sunt ab hostibus.Postea ex fuga evasit> cum sodalibus ,et nautae apud Ithacam pervenerunt> ,at ibi procella vehemens per altum Achaeos> dispersit impulitque ad Africae litora,ubi> Lotophagos cognoverunt,homines qui lotum e foliis> florem procreatum edebant.Lotus magnam suavitatem praestabat et oblivionem domum reditionis. Ideo Ulixes suos socios qui florem gustaverant ad naves vinctos reduxit.

Inde ad Cyclopum insulam pervenit. Cyclopes genus ferum at agreste erant: in speluncis iuxta mare in orientali Siciliae ora antiquitus fuerant. Ingenti corporis vi praediti, unum oculum in media fronte habebant salubremque pastorum vitam inter oves agebant. Famem piscibus vel ovium carne vel caseo extinguebat, sitim lacte.

Cum paucis sociis Ulixes in Polyphemi speluncam intraverat, at Cyclops, hospitalitis immemor, miseros homines in antro clauserat et nonnullos etiam interfecit editque, quia Cyclopes omnia deum hominumque iura despiciebant. Callidus Ulixes tamen Polyphemum singulari artificio decepit: Cyclops multum vinum bibit quod Graecus vir ei praebuerat. Tum in somno turpe montstrum oculo privavit et tali modo e tristi spelunca incolumis tandem evasit.

Ulisse andò via da troia e a causa dei venti contrari giunse sulle coste dei "Ciconi", abitanti della Tracia. Qui (gli) combattè contro , e molti compagni furono uccisi dai nemici. Dopo cercò di salvarsi con la fuga con i compagni, e i marinai giunsero verso Itaca, e qui una violenta tempesta disperse i greci per mare e li spinse verso le coste dell'Africa, dove conobbero i Lotofagi, uomini che mangiavano il loto, fiore originato dalle foglie ottenuto, dal polline della foglia. Il loto provocava grande dolcezza e oblio del ritorno in patria. Perciò Ulisse ricondusse alle navi, incatenatii, i compagni che avevano mangiato il fiore. Quindi giunse all’isola dei Ciclopi. I Ciclopi erano un genere feroce e agreste: nell’antichità erano vissuti in spelonche vicino al mare sulla costa orientale della Sicilia. Equipaggiati di enorme forza del corpo avevano un occhio solo in mezzo alla fronte e conducevano la vita salubre dei pastori tra le pecore. Tebnevano a baada la fame con i pesci o con la carne delle pecore o col formaggio, la sete con il latte. Ulisse, con pochi compagni era entrato nella grotta di Polifemo, ma il Ciclope, non badando dell’ospitalità, aveva chiuso i poveri uomini nell’antro e uccise e mangiò anche alcuni, perché i Ciclopi disprezzavano tutti i diritti degli dèi e degli uomini. L’astuto Ulisse tuttavia, ingannò Polifemo con un singolare stratagemma: il Ciclope bevve molto vino che l’uomo greco gli aveva offerto. Poi nel sonno privò l’orribile mostro dell’occhio e in tal modo uscì infine incolume dalla tetra spelonca.

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