Alessandro sposa Rossane - LITTERA LITTERAE e LEXIS - Versione Curzio Rufo

Alessandro sposa Rossane versione latino
libro Littera Litterae 1a p 261 n 4 e
libro Nova lexis n. 1 pag.274

Cum alexander pervenisset cum suo exercitu in provinciam apud Paropamisum montem sitam, Oxyartes, eius regionis satrapes, se et suos regis potestati fideique commisit et magnificum convivium victoribus instruxit.

cum convivium celebraretur, triginta nobiles virgines introductae sunt, inter quas filia Oxyartis erat, Roxane nomine, eximia corporis specie et maximo habitus decore. cum ea in convivium inter electas virgines processisset, omnium convivarum oculoss in se convertit ac maxime regis Alexandri.

is statim adeo amore virginis exarsit ut, cum putaret utilia ad concordiam et amicitiam inter victores et victos coniugia Persarum et Macedonum, statuerit illam in matrimonium ducere.cum laetus Oxyartes verba eius accepisset, sine mora rex patrio more panem poposcit et, cum eum gladio divisisset, partem virginis patri praebuit et cum eo Iunoni Lucinae libavit, quod apud Macedones sanctissimum matrimonii pignus est.

id tamen aegre ferebant amici Alexandri, cum inter vinum et epulas sponsam et socerum rex ex victis et alienigenis delegisset.

Dopo che Alessandro giunse con il suo esercito nella provincia situata presso il monte Paropomiso, Ossiarte satrapo di quella regione, affidò se e i suoi alla protezione e autorità del re e preparò un magnifico banchetto per i vincitori.

Dopo che fu celebrato il banchetto, 30 nobili fanciulle furono presentate, fra le quali c’era la figlia di Ossiarte, di nome Rossane, di straordinaria bellezza ed eccezionale grazia. opo che si era mostrata nel banchetto fra le fanciulle elette, attirò su di se gli sguardi di tutti convitati soprattutto quelli del re Alessandro.

Costui, subito, scoppio di un amore intenso per la fanciulla e poiché pensava che i matrimoni tra Persiani e Macedoni fossero utili alla concordia e alla amicizia fra vincitori e vinti, decise di sposarla.dopo che Ossiarte aveva accettato le sue liete parole, senza indugio il re chiese come costume al padre il pane, e lo divise con la spada.Offri una parte al padre della fanciulla e offriva con lui A Lucina di Giunone.Cosa che presso i Macedoni fu pegno di matrimonio sacrosanto.Gli amici di Alessandro quello però con fatica sopportavano, poichè fra il vino e il cibo le promesse spose e i suoceri il re tra i vinti e i forestieri aveva scelto

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