Gli anziani non temano la morte - Cicerone versione latino Littera Litterae

Gli anziani non temano la morte versione latino Cicerone traduzione libro LITTERA LITTERAE

O miserum senem qui mortem contemnendam esse in tam longa aetate non viderit! quae aut plane neglegenda est, si omnino exstinguit animum, aut etiam optanda, si aliquo eum deducit, ubi sit futurus aeternus; Quid igitur timeam, si aut non miser post mortem aut beatus etiam futurus sum? Quamquam quis est tam stultus, quamvis sit adulescens, cui sit exploratum se ad vesperum esse victurum? Quin etiam aetas illa multo pluris quam nostra casus mortis habet; facilius in morbos incidunt adulescentes, gravius aegrotant, tristius curantur.

Itaque pauci veniunt ad senectutem; quod ni ita accideret, melius et prudentius viveretur. Mens enim et ratio et consilium in senibus est; qui si nulli fuissent, nullae omnino civitates fuissent. Sed redeo ad mortem impendentem.

Quod est istud crimen senectutis, cum id ei videatis cum adulescentia esse commune? "At sperat adulescens diu se victurum, quod sperare idem senex non potest". Insipienter sperat. Quid enim stultius quam incerta pro certis habere, falsa pro veris? "At senex ne quod speret quidem habet". At est eo meliore condicione quam adulescens, quoniam id, quod ille sperat, hic consecutus est; ille vult diu vivere, cum hic diu iam vixerit.

Traduzione n. 1

O Infelice il vecchio che, in un'esistenza tanto lunga, non è riuscito a capire che la morte va disprezzata! Bisogna tenerla in nessun conto, se porta all'annientamento dell'anima, o addirittura desiderarla, se conduce l'anima in un luogo di vita eterna.

È proprio impossibile trovare una terza possibilità Allora, perché dovrei temere se, dopo morto, non sarò infelice o se sarò persino beato? E poi chi è così folle, per quanto giovane sia, da avere l'assoluta certezza di vivere sino a sera? Anzi, è proprio la giovinezza a essere esposta al pericolo di morire molto più della vecchiaia: i ragazzi contraggono malattie più facilmente, si ammalano in modo più grave, vengono curati con maggior difficoltà; quindi in pochi arrivano alla vecchiaia.

Se così non fosse, si vivrebbe meglio e con più saggezza, perché riflessione, ragione e buon senso sono prerogative dei vecchi e senza i vecchi non sarebbe mai esistito lo stato. Ma ritorno alla morte incombente: perché farne un capo d'accusa della vecchiaia quando vedete che la condivide con la giovinezza?Ho capito con la perdita del mio ottimo figlio e tu, Scipione, con la morte dei tuoi fratelli destinati agli onori più alti, che la morte è comune a ogni età.

Ma il giovane spera di vivere a lungo, mentre il vecchio non può sperare la stessa cosa. - Folle speranza, la sua: cosa c'è di più stupido di prendere l'incerto per certo, il falso per vero? - Ma il vecchio non ha nemmeno di che sperare. Ecco perché si trova in una condizione migliore del giovane! Quel che il giovane spera, lui lo ha già ottenuto; il giovane vuole vivere a lungo, lui ha vissuto a lungo

Traduzione numero 2 di altro utente

Oh, povero il vecchio, che non ha capito che in una esistenza così lunga la morte non deve essere deve essere disprezzata. Questa o deve essere completamente trascurata, se sopprime del tutto l'anima, oppure deve essere perfino desiderata, se la conduce in un qualche luogo in cui è destinata ad essere eterna; Pertanto che cosa dovrei temere, se dopo la morte sarò destinato o a non essere infelice o ad essere felice? Chi è tanto stolto da essere sicuro, anche se è giovane, che vivrà fino a tarda età? Ché anzi quella età ha di gran lunga più possibilità di morte che la nostra: i giovani prendono imbattono in malattie più facilmente, più gravemente si ammalano, con più difficoltà sono curati. Ma ritorno alla morte che minaccia: che difetto è questa della vecchiaia, se vi sembra che sia in comune con la gioventù?"Eppure il giovane spera di vivere a lungo, mentre il vecchio non può sperare la stessa cosa". Lo spera irragionevolmente: cosa c'è infatti di più sciocco che dare per certo ciò che è incerto, dare per vere cose false? "Ma il vecchio non ha neppure qualcosa in cui sperare". Eppure egli si trova in una condizione migliore rispetto a quella del giovane, poiché ciò che questo spera, lui l'ha già ottenuto: quello vuol vivere a lungo, mentre lui ha già vissuto a lungo.

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