La distruzione di Cartagine - LITTERA LITTERAE - Versione latino Eutropio

La distruzione di Cartagine
Versione da Littera Litterae pagina 248 numero 1

Tertium bellum contra Carthaginem Romani gesserunt sescentesimo et altero anno ab Urbe condita, anno quinquagesimo primo post bellum Punicum secundum.

Consules L. Manlius Censorinus et M. Manilius Carthaginem oppugnaverunt. Contra eos Hasdrubal, dux Carthaginiensium, dimicabat. P. Comelius Scipio tunc, Scipionis Africani nepos, tribunus militum, ibi militabat.

Scipio paratissimus in armis et consultissimus erat et multa iam prospere gesserat. Cui igitur Romani summam imperii tribuerunt, itaque Scipio Carthaginem cepit ac diruit.

Spolia et ornamenta quae Carthago collegerat excidiis variarum civitatum, Siciliae ac Italiae civitatibus Scipio reddidit. Ita septingentesimo anno post aedificationem, Carthago deleta est.

I Romani fecero la terza guerra contro Cartagine nel seicentoduesimo anno dalla fondazione di Roma (e) nel cinquantunesimo anno dopo la seconda guerra punica.

I consoli Manlio Censorino e Marco Manilio assediarono Cartagine. Contro di loro combatteva Asdrubale, comandante dei Cartaginesi. P. Cornelio Scipione, nipote di Scipione l'Africano, tribuno militare, militava allora lì.

Scipione era preparatissimo nelle armi ed espertissimo e aveva già compiuto molte imprese felicemente. Pertanto i Romani assegnarono a lui il sommo comando, e così Scipione prese e distrusse Cartagine.

Scipione restituì alle città della Sicilia e dell’Italia le spoglie e gli ornamenti che Cartagine aveva raccolto durante la distruzione di varie città. Così Cartagine, settecento anni dopo la (sua) costruzione, fu distrutta.

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