Non ha importanza il tipo di sepoltura - LITTERA LITTERAE - Versione cicerone

Non ha importanza il tipo di sepoltura
versione latino Cicerone traduzione libro
LITTERA LITTERAE es 5 pag 310 littera litterae 2C

Plurimorum philosophorum nihil vivere aut mori intererat, neque ullam sepulturae curam habebant: nonne Theodori, Cyrenaei philosophi non ignobilis, constantiam admiramur? Nam, cum ei Lysimachus tyrannus crucem minaretur: «Ista horribilia -inquit - istis purpuratis tuis minitare, qui semper mortem doloremque timent! Theodori autem quid interest utrum in terra an sublimis in aere putescat?» Socratis quoque mihi venit in mentem, qui, cum de immortalitate animorum disputavisset iamque mortis tempus urgeret, rogatus a Critone ubi locorum sepeliri vellet inquit: «Multam - inquit - operam, amici, frustra consumpsi! Critoni enim nostro non persuasi me hinc post mortem avolaturum esse, neque mei hic quicquam relicturum.

Verumtamen, Crito, si mei aliquid adsequi potueris, ibi sepelito ut tibi videbitu.

Sed, mihi crede, nemo Vestrum, cum hinc excessero, me consequetur». Diogenes asperior fuit, ut Cynicus, qui proici se iussit inhumatum ubicumque terrarum. Tunc amici: «Volucribusne et feris te relinquemus ?» «Minime -inquit -, sed bacillum apud me ponite, ut feras abigam! » «Quomodo poteris, si nihil senties?» «Minime, igitur; mea, qui nihil sentire poten: intererit quid laniatibus ferae corpori meo faciant. »

A molti filosofi non interessava di vivere o morire e non avevano alcuna cura della sepoltura.

Non ammiriamo forse la forza d'animo di Teodoro, filosofo cireneo non sconosciuto? Infatti quando mentre gli minacciava la croce (cioè di crocifiggerlo) il tiranno Lisimaco disse: << Minaccia pure (sfumatura concessiva) queste tremende pene a codesti (iste qui è dispregiativo) tuoi uomini di corte che temono sempre la morte e il dolore! Invece a Teodoro che cosa interessa (quid: interrogativa diretta) se marcire sottoterra o nell’alto cielo?>> Mi viene in mente anche Socrate che avendo disputato sull’immortalità delle anime e quando già incalzava il tempo della morte, interrogato da Critone in quale luogo volesse essere sepolto disse: «Molta fatica - disse - ho speso inutilmente, o amici! Non ho convinto il nostro Critone che dopo la morte volerò via da qui, ne questi [mi ha convinto] che che rimarrà [infinito futuro] qualcosa [quicquam] di me.

Ciò nonostante, o Critone, se se potrai ottenere qualcosa di me seppelliscimi come [ut qui è avverbio] ti sembrerà opportuno [videor] Ma, credimi, (che) nessuno di voi quando mi sarò dipartito da questo luogo mi riprenderà».

Diogene fu più rigido, come c’era da attendersi da un cinico, che ordinò che lo si lasciasse insepolto in un luogo qualsiasi. Dunque gli amici: «Non ti lasceremo alle bestie e agli uccelli? ». Disse: «Nient'affatto, ma mettete presso di me un bastoncino, perché io possa scacciare le bestie». «Come potrai(futuro) se non proverai sensazioni? » « Dunque, per nulla a me, che non potrò provare sensazioni, interesserà che cosa [quid] le bestie con il loro strazio [laniatibus] facciano del mio corpo).

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