Terrore per l'eruzione del Vesuvio

Terrore per l'eruzione del Vesuvio
Plinio il Giovane Lexis pag. 153 N° 5 e Littera litterae

Audires ululatus feminarum, infantum quiritatus, calmores virorum: alii parentes, alii liberos, alii coniuges vocibus requirebant, vocibus noscitabant, hi suum casum, illi suorum miserabantur;

Avresti sentito le grida di dolore delle donne, i gemiti dei bambini, gli schiamazzi degli uomini: cercano a gran voce gli uni i genitori, gli altri i figli, gli altri i coniugi, (cercavano di distinguerli / li) distinguevano dalle voci; questi piangevano la propria sorte, quelli (la sorte) dei propri cari; c'era chi invocava la morte per la paura della morte; molti innalzavano le mani verso gli dei, parecchi credevano che ormai non vi fosse in nessun luogo nessun dio e che quella (sarebbe stata) l’ultima, eterna notte per il mondo.

Nè mancarono quelli che esageravano i pericoli veri con false e inventate spaventose notizie. Si trovavano quelli che preannunciavano falsamente, ma a persone che credevano loro, che a Miseno quella cosa (o casa) era andata in rovina, quell’altra era in fiamme.

Ci fu una tenue schiarita, che a noi non sembrava il giorno, ma il preannuncio dell'avvicinarsi del fuoco. E il fuoco rimase più a lungo, molto e grave, indietro della cenere Questa a tratti alzandoci ce la scuotevamo, altriment ine saremmo stati coperti e anche schiacciati dal peso. Potrei vantarmii che non un gemito, non una parola meno coraggiosa mi sia sfuggita, pur in così grandi pericoli. _________________

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