Olim homines deorum contemptores erant et saevae caedis avidi ...
Un tempo gli uomini erano spregiatori degli dèi ed ingordi di crudele violenza. Giove li vede dal monte Olimpo e, fortemente adirato, convoca un'assemblea.
Il padre degli dèi e degli uomini siede su un alto trono di marmo, con la mano destra regge uno scettro d'avorio, e muove la testa spaventosa tre e quattro volte. Poi mostra il suo sdegno con parole dure. Grande è il disonore degli uomini: l'ospite viola l'ospite, il figlio non mostra rispetto al padre, il fratello compete con il fratello.
Dunque ascoltate il mio parere: gli uomini sconteranno le colpe con una morte terribile e immediata. Gli dèi approvano a gran voce le parole di Giove. Tuttavia la rovina del genere umano è anche causa di un grande dolore; e così parecchi chiedono a Giove: Risparmia gli uomini, o Giove benevolo!
Chi, d'ora in avanti, porterà sui nostri altari vittime e incensi? Ma il re degli dèi del cielo tranquillizza gli animi: State tranquilli: una nuova stirpe di uomini, proba e pacifica, abiterà la terra!