Morte di Achille (Versione latino Igino)

Morte di Achille versione latino Igino
traduzione libro Nova Mente pagina 245 numero 13

Achilles, victoria elatus, ad urbem ipsam adire ausus est.

Cum iam portas refringere incepissent, Apollo ei infestus occurrit. "Noli longius prodire, ne quis immortalium te perdat". At ille: "Cur Troianis auxilium tulisti? Ad superorum sede redi, ne manus tibi inferam, quamquam deus es". Quae cum dixisset, pedem rettulit et Troianorum eos, quos fors ei obtulerat, aggressus est, qui perterriti in omnes partes ferebantur.

Apollo autem ne verba illa temere dicta impune ferret, Paridem cohortatus est ut sagittam in Achillis calcem immitteret.

Hic mortiferum vulnus sibi illatum sensit et Apollinem suae mortis auctorem cognovit, cum recordatus esset quid mater olim sibi praedixisset. Summis doloribus affectus, procubuit, sed ne morti quidem cedens, rursus surrexit et cladem hostium fecit, dum exanimatus concidit.

Achille, alzato alle nuvole dalla vittoria, ebbe il coraggio di andare persino verso la città.

Avendo già incominciato a spezzare le porte, Apollo gli andò incontro ostile. "Non voler avanzare di più affinché qualcuno degli immortali non ti distrugga" ma quello : "Perchè hai portato aiuto ai Troiani? Torna alla dimora degli immortali affinché io facciaviolenza a qualcuno sebbene tu sia un Dio".

Dopo aver detto queste parole, indietreggiò e assalì quei Troiani, che la sorte gli aveva portato incontro, che atterriti si erano divulgati in tutte le parti. Ma Apollo per non lasciar impunite quelle parole dette senza ragioneesortò Paride, affinché mandasse una freccia nel calcagno di Achille.

Questo sentì la ferita mortale apportatagli e riconobbe Apollo come autore della sua morte, essendosi ricordato cosa gli aveva predetto una volta la madre. Colpito da grandissimi dolori, si distese, ma per non cedere alla morte, si sollevò di nuovo e fece una strage di nemici, finchè cadde esanime.

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