Catone un saggio stoico tutto d’un pezzo (1) e (2) - Cicerone versione latino

Catone un saggio stoico tutto d’un pezzo (1) e (2)
versione latino Cicerone nuovo dalla sintassi al testo

in m. catone, iudices, haec bona quae videmus divina et egregia ipsius scitote esse propria; quae non numquam requirimus, ea sunt omnia non a natura verum a magistro.

fuit enim quidam summo ingenio vir, zeno, cuius inventorum aemuli Stoici nominantur. huius sentetiae sunt et praecepta eius modi. sapientem gratia numquam moveri, numquam cuiusquam delicto ignoscere; neminem misericordem esse nisi stultum et levem, viri non esse neque exorari neque placari;

solos sapientes esse, si distortissimi sint, formosos, si mendicissimi, diììvites si servitutem serviant, reges, nos autem, qui sapientes non sumus, fugitivos, exsules, hostis(= hostes), insanos denique esse dicunt;

omnia peccata esse paria; omne delictum scelus esse nefarium, nec minus delinquere eum qui gallum gallinaceum, cum opus non fuerit, quam eum qui patrem suffocaverit, sapientem nihil opinari, nullius rei paenitere, nulla in re falli, sententiam mutare numquam

Sotto anche la traduzione della parte II

O giudici, sappiate che le cose(buone) divine e straordinarie che vediamo in Marco Catone sono proprio sue; quelle che noi cerchiamo, tutte quelle cose derivano non dalla natura, ma in verità da un maestro.

Fu infatti un uomo dal sommo intelletto, Zenone, gli emuli delle sue scoperte sono chiamati stoici. Le sentenze e gli insegnamenti di questo sono di questo tipo. Il sapiente non è mai mosso dalla grazia, non indulge mai il delitto di alcuno;

nessuno è misericordioso tranne lo stolto e il femmineo; non è proprio dell’uomo ne essere implorato ne essere ne essere calmato; solo i sapienti sono belli, se assai deformi, ricchi, se assai poveri, re, se stanno in condizione servile;

dicono che noi, che non siamo sapienti, siamo fuggitivi, esuli, nemici e anche insani; tutti i peccati sono uguali; ogni delitto è una scelleratezza assai nefasta, e non fu meno in fallo quello che soffocò un gallo, quando non era necessario, di chi soffocò il proprio padre; il saggio non suppone, non si pente di nessuna cosa, non sbaglia riguardo a niente, non cambia mai opinione.

PARTE SECONDA

Marco Catone, uomo intelligentissimo, spinto da eruditissimi maestri, apprese questo (insegnamento) non per discutere, come i più, ma per vivere. Gli appaltatori chiedono qualcosa; attento che non abbia alcun peso. Certi supplici vengano miseri e sventurati; sarai stato scellerato ed empio, se avessi fatto indurre qualcuno in misericordia. Qualcuno confessa di aver peccato chiede perdono per il suo delitto, ”perdonare un crimine è orrendo”. Ma il peccato è modesto. “I peccati sono tutti uguali. ” Dicesti qualcosa: è fermo e immobile. Non sei mosso dai fatti, ma da un’opinione; “il sapiente non suppone nulla. ” Sbagliasti qualche cosa nel ragionamento; pensa che lo si stia offendendo. Da questa disciplina, queste cose sono per noi: “ho detto che avrei denunciato in senato il nome del candidato consolare. ” Lo dicesti arrabbiato. “Il sapiente non si arrabbia mai”dice. Ma per il momento. “È proprio dell’uomo cattivo dire una menzogna; è indegno cambiare idea, essere pregato è un delitto, aver pietà è un orrore dice lui. ”

Copyright © 2007-2019 SkuolaSprint.it di Anna Maria Di Leo P.I.11973461004 | Tutti i diritti riservati - Vietata ogni riproduzione, anche parziale
web-site powered by many open source software and Jan Janikowski 2010-2019 ©. All trademarks, components, sourcecode and copyrights are owned by their respective owners.

release check: 2019-11-12 14:08:54