I sogni non sono messaggi inviati dagli dei! - Nuovo dalla sintassi al testo versione latino Cicerone

I sogni non sono messaggi inviati dagli dei! versione latino Cicerone traduzione libro nuovo dalla sintassi al testo

Illud etiam requiro, cur, si deus ista visa nobis providendi causa dat, non vigilantibus potius det quam dormientibus.

Sive enime externus et adventicius pulsus animos dormientium commovet, sive per se ipsi animi moventus, sive quae causa alia est cur secundum quietem aliquid videre, audire, agere, videamur, eadem causa vigilantibus esse poterat; idque si nostra causa di secundum quietem facerent, vigilantibus idem facerent, praesertim cum Chrysippus Academicos refellens permulto clariora et certiora esse dicat quae vigilantibus videantur quam quae somniantibus.

Fuit igitur divina beneficentia dignius, cum consulerent nobis, clariora visa dare vigilanti quam obscuriora per somnum. Quod quoniam non fit, somnia divina putanda non sunt.

Iam vero quid opus est circumitione et anfractu, ut sit utendum interpretibus, somniorum, potius quam decreto deus, siquidem nobis consulebat, '' hoc facito, hoc ne feceris'' diceret idque visum vigilanti potius quam dormineti daret? iam vero quis dicere audeat vera omnia esse somnia? '' Aliquot somnia vera, '' inquit Ennius, '' sed omnia non necesse est''.

(Mi) domando anche quella cosa, perchè, se il dio ci manda quelle visioni per prevedere (il futuro), non le manda piuttosto mentre siamo svegli che mentre dormiamo.

O infatti che un impulso esterno e straordinario smuove gli animi dei dormienti, o che gli stessi animi si scuotono da se, o che c'è qualche altra causa per cui ci sembra vedere, ascoltare e agire poteva essere durante la veglia; e se (gli dei) facessero ciò per nostro interesse durante il sonno, farebbero lo stesso sotto la veglia, soprattutto quando Crisippo smentendo moltissimo gli Accademici dice che le cose sono più chiare e certe che sono viste sotto la veglia di quelle che sogniamo.

Perciò sarebbe stato più degno, se si fossero consultati con noi, che la divina clemenza avrebbe mandato visioni più chiare a chi è sveglio quanto più oscure attraverso il sogno. Siccome non accade ciò, i sogni non devono essere giudicati divini.

Ora in verità che bisogno c'è di girare attorno per dover ricorrere agli interpreti dei sogni, piuttosto che il dio direttamente, se davvero si fosse consultato con noi, avrebbe detto '' fai questo, non fare questo'' e mi darebbe tale visione sotto la veglia piuttosto che durante il sonno? Ora in verità chi oserebbe dire che i sogni sono tutti veri? '' Alcuni sono veri, '' ha detto Ennio, '' ma non è necessario che tutti lo siano. ''

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