L'impegno politico è prioritario - NUOVO DALLA SINTASSI AL TESTO Versione latino cicerone

L'impegno politico è prioritario
versione latino Cicerone libro nuovo dalla sintassi al testo

M. vero Catoni, homini ignoto et novo, quo omnes, qui iisdem rebus studemus, quasi exemplari ad industriam virtutemque ducimur, certe licuit Tusculi se in otio delectare, salubri et propinquo loco.

Sed homo demens ut isti putant, cum cogeret eum necessitas nulla, in his undis et tempestitatibus ad summam senectutem maluit iactari quam in illa tranquillitate atque otio iucundissime vivere. Omitto innumerabilis viros, quorum singuli saluti huic civitati fuerunt, et qui sunt procul ab aetatis huius; memoria, commemorare eos desino, ne quis se aut suorum aliquem praetermissum queratur.

unum hoc definio, tantam esse necessitatem virtutis generi hominum a natura tantumque amorem ad communem salutem defendendam datum, ut ea vis omnia blandimenta voluptatis otique vicerit.

Nec vero habere virtutem satis est quasi artem aliquam nisi utare; etsi ars quidem cum ea non utare scientia tamen ipsa teneri potest, virtus in usu sui tota posita est; usus autem eius est maximus civitatis gubernatio

Certamente era lecito (traduciamo con l’imperfetto che suona meglio in italiano) a Marco Catone, uomo sconosciuto e di non nobili origini, dal quale tutti noi, che abbiamo le stesse responsabilità, siamo attirati come da un modello di operosità e saggezza, dilettarsi nell'ozio a Tuscolo, luogo salubre e vicino.

Ma ecco che costoro lo considerano un pazzo (quando), pur non essendo costretto da alcuna necessità, preferì, [ormai giunto] all'estrema vecchiaia, travagliarsi in queste agitazioni e sciagure che vivere assai beatamente nell'ozio e nella tranquillità. E non parlo neppure degli innumerevoli personaggi che contribuirono alla salvezza di Roma e non voglio neppure accennare a coloro che non sono lontani dalle memorie di questa nostra generazione, perché nessuno si lagni né a nome proprio né a nome di qualche parente per qualche nostra omissione.

Mi limito soltanto a precisare che la virtù é talmente necessaria al genere umano per legge naturale e che tanto é l'amore che arde nei petti umani per la comune salute, che tutte le blandizie del piacere e dell'ozio sono vinte da quell'impulso generoso.

Né la virtù si può possedere come un'arte qualunque che, una volta imparata, si possa metter da parte: bisogna ch'essa, per esistere, sia tutta in pratica; poiché un'arte, anche quando non la si eserciti, la si ritiene per le sue nozioni tecniche, e la virtù invece esiste soltanto nell'uso che se ne fa; ed il più alto uso che si possa farne é quello di governare un popolo

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