L'oratore deve anche suscitare il riso - Nuovo dalla sintassi al testo Cicerone versione latino

L'oratore deve anche suscitare il riso versione latino Cicerone traduzione libro Nuovo dalla sintassi al testo

Est plane oratoris movere risum, vel quod ipsa hilaritas benivolentiam conciliat ei, per quem excitata est, vel quod admirantur omnes acumen, uno saepe in verbo positum, maxime respondentis, non nunquam etiam lacessentis, vel quod frangit adversarium, quod impedit, quod elevat, quod deterret, quod refutat, vel quod ipsum oratorem politum esse hominem significat, quod eruditum, quod urbanum, maxime quod tristitiam ac severitatem mitigat ac relaxat odiosasque res saepe, quas argumentis dilui non facile est, ioco risuque dissolvit.

Quatenus autem sint ridicula tractanda oratori perqum diligenter videndum est, quod in quarto loco quaerendi posueramus.

Nam nec insignis improbitas et scelere iuncta nec rursus miseria insignis agitata ridetur; facinerosos [enim] maiore quadam vi quam ridiculi vulnerari volunt, miseros illudi nolunt, nisi se forte iactant. Parcendum autem maxime [est] caritati hominum, ne temere in eos dicas qui diliguntur. Haec igitur adhibenda est primum in iocando moderatio.

E' chiaro che all'oratore conviene suscitare il riso, vuoi perché l'ilarità suscita simpatia verso colui che l'ha scatenata, vuoi perché tutti ammirano l'acume, spesso condensato in una sola parola, soprattutto se è una risposta ma anche se si tratta di un attacco, vuoi perché mette in ginocchio l'avversario, gli crea difficoltà, lo indebolisce, lo intimidisce, lo confuta, vuoi perché qualifica l'oratore stesso come persona raffinata, colta, arguta e soprattutto perché mitiga e stempera la tristezza e la serietà, e spesso con uno scherzo o una risata riesce a dissipare accuse odiose che non sarebbero facilmente confutabili con argomentazioni.

Il quarto punto, cioè entro quali limiti l'oratore possa usare l'arma del ridicolo, va considerato con grandissima attenzione. Infatti non può essere oggetto di riso né la malvagità estrema che si è macchiata di delitti, nè, per contro, l'infelicità estrema: si pretende che i malfattori siano colpiti da una forza più potente del ridicolo, mentre non piace che gli infelici siano derisi, a meno che non siano arroganti.

Perciò bisogna soprattutto avere rispetto dei sentimenti del pubblico, per non correre il rischio di offendere persone che godano del suo affetto. Allo scherzo si devono dunque, per prima cosa, fissare questi limiti.

Copyright © 2007-2019 SkuolaSprint.it di Anna Maria Di Leo P.I.11973461004 | Tutti i diritti riservati - Vietata ogni riproduzione, anche parziale
web-site powered by many open source software and Jan Janikowski 2010-2019 ©. All trademarks, components, sourcecode and copyrights are owned by their respective owners.

release check: 2019-11-12 14:08:54