L’orgoglio dell’homo novus - Versione latino di Sallustio da Nuovo dalla sintassi al testo

L’orgoglio dell’homo novus Versione di latino di Sallustio LIBRO Nuovo dalla sintassi al testo

Testo latino Bellum me gerere cum Iugurtha iussistis, quam rem nobilitas aegerrume tulit.

Quaeso, reputate cum animis vostris, num id mutare melius sit, si quem ex illo globo nobilitatis ad hoc aut aliud tale negotium mittatis, hominem veteris prosapiae ac multarum imaginum et nullius stipendi: scilicet ut in tanta re ignarus omnium trepidet, festinet, sumat aliquem ex populo monitorem offici sui. Ita plerumque evenit ut, quem vos imperare iussistis, is sibi imperatorem alium quaerat.

Comparate nunc, Quirites, cum illorum superbia me hominem novom. Quae illi audire aut legere solent, eorum partem vidi, alia egomet gessi; quae illi litteris, ea ego militando didici.

Nunc vos existumate, facta an dicta pluris sint. Contemnunt novitatem meam, ego illorum ignaviam; mihi fortuna, illis probra obiectantur. Quamquam ego naturam unam et communem omnium existumo, sed fortissimum quemque generosissumum. Invident honori meo: ergo invideant labori, innocentiae, periculis etiam meis, quoniam per haec illum cepi

Voi mi avete incaricato di condurre la guerra contro Giugurta, provocando grave scontento nella nobiltà.

Vi prego di riflettere bene e di vedere se non sia meglio cambiare opinione mandando a questo incarico o un altro simile a qualcuno della cerchia nobiliare, un uomo certo ricco di linguaggio e ricco di ritratti di antenati, ma privo di esperienza bellica: qualcuno, voglio dire, davanti ad un compito così importante, essendo totalmente incapace, inizi ad esitare e ad affannarsi e alla fine prenda uno dal popolo.

Ora, Quiriti, confrontate la superbia di questa gente e me uomo nuovo. Ciò che questi sono soliti sentire o leggere, io una parte l’ho vista un’altra l’ho fatta personalmente. Ciò che essi hanno imparato sui libri, io l’ho imparato militando.

Ora giudicate voi se valgono più i fatti che le parole. Essi disprezzano la mia origine umile io la loro incapacità; a me la fortuna, a loro sono rinfacciate le azioni vergognose. Io ritengo la natura unica e di tutti, tanto più forte quanto più generoso. Invidiano il mio onore: perciò rifiutano la fatica, l’innocenza, anche nei pericoli, e per ciò scelsi lui.

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