Proserpina - Igino versione libro OPTIME

Proserpina Versione latino Igino
(libro optime, cotidie legere, cotidie discere)
Traduzione libro Optime

Pluton petit ab Iove Proserpinam filiam eius et Cereris in coniugium daret.

Iovis negavit Cererem passuram, ut filia sua in Tartaro tenebricoso sit, sed iubet eum rapere eam flores legentem in monte Aetna, qui est in Sicilia.

In quo Proserpina dum flores cum Venere et Diana et Minerva legit, Pluton quadrigis venit et eam rapuit;

quod postea Ceres ab Iove impetravit, ut dimidia parte anni apud se, dimidia apud Plutonem esset.

Traduzione libro Cotidie legere pag 68 n 50 e
libro cotidie discere 1 numero 38 pagina 81

Ceres clara frugum dea erat et multas urbe in Sicilia possidebat. Proserpina, venusta Cereris filia, iucunde per prata cum comitibus errabat et varios veris flores in agris apud urbem Hennam colligebat. Olim Pluto, amore incensus, puellam rapere uxoremque ducere statuit. Inferorum rex e Tartarea spelunca e vasit, virginem abripuit et in regnum suum portavit. Perdiu Ceres filiae fortunam ignoravit; ideo taedas ex Aetenae vertice inflammavit ac puellam per universum orbem terrarum diu noctuque quaerere non intermisit: tota loca clamori bus et querelis personabant. Interea natura languebat, quia Ceres agro set fruges neglegebat. Denique dolor miserae matris patrem deorum hominumque commovit: Olympi dominus Plutonis facinus deae aperuit aequaesque condiciones pacis inter Cererem et Plutonem statuis

Traduzione libro Optime

Plutone domandò a Giove di dargli in matrimonio sua figlia Proserpina, e (figlia) di Cerere.

Giove rispose che Cerere non avrebbe acconsentito che sua figlia stesse negli oscuri Inferi, ma gli suggerì di rapirla mentre raccoglieva i fiori sul monte Etna, che si trova in Sicilia.

Mentre Proserpina raccoglieva i fiori con Venere, Diana e Minerva, Plutone arrivò in quel luogo con le quadrighe e la rapì;

in seguito Cerere ottenne da Giove che la figlia stesse metà dell'anno da lei e l'altra metà da Plutone.

Traduzione libro Cotidie legere pag 68 n 50 e
libro cotidie discere 1 numero 38 pagina 81

Cerere era la dea delle messi e risiedeva in molte città nella Sicilia. Proserpina, graziosa figlia di Cerere, vagava piacevolmente per i prati con i compagni e raccoglieva vari fiori primaverili presso la città di Enna. Una volta Plutone, re degli Inferi, acceso d'amore, decise di rapire la fanciulla e di sposarla. Uscì dalla caverna del Tartaro, rapì la giovane e la portò nel suo regno. Per molto tempo Cerere ignorò la sorte della figlia; perciò accese fiaccole che risplendevano dalla cima all'Etna e non smise di cercare Proserpina giorno e notte per tutta la terra: tutti i luoghi risuonavano delle sue grida e dei suoi lamenti. Allora sì la natura appassiva: infatti né le gemme sbocciavano né i boschi verdeggiavano, poiché Cerere trascurava la terra. Alla fine il dolore della povera madre commosse il padre degli dei e degli uomini: il signore dell'Olimpo rivelò alla dea il misfatto di Plutone e stabilì giuste condizioni di pace tra Cerere e Plutone. Allora Cerere trovò la figlia, e di nuovo la natura incominciò a fiorire.

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