Cesare e Catone (Sermo et Humanitas versione latino)

Cum Caesar legem tulisset perniciosam, Cato unus, ceteris territis, ei obsistere ausus est,.... pudore victus, quendam misit qui Catonem liberaret.

Cesare avendo presentato una legge dannosa, Catone, mentre tutti gli altri erano atterriti da solo osò opporsi a costui, per quanto gli amici si sforzarono a convincerlo ad essere prudente e a non essere astioso verso il console.

Ma Catone, affermando che il suo modo d'essere non era lusingare i potenti né favorire i disonesti, disse che non poteva approvare delle leggi che avrebbero danneggiato lo stato.

Allora Cesare infuriato ordinò che Catone fosse mandato via dalla curia e che fosse portato via in catene; ma egli non trascurò alcunché relativamente alla libertà di parola, ma discusse durante lo stesso tragitto per il carcere in merito alla legge, ed ammoniva i cittadini ad opporsi agli uomini che propongono tali cose.

i senatori compiangevano Catone, uno di loro che interrogato da Cesare sul perché, non essendosi ancora sciolto il senato, se ne fosse andato, disse: ...(continua)

Testo latino completo

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