Esempi di moderazione e di povertà - Sermo et Humnitas versione latino Valerio Massimo

Esempi di moderazione e di povertà versione latino Valerio Massimo e traduzione

Piscatores Mitylenaei in everriculo ductam auream mensam, consulto Apolline cum iussi essent dare eam sapientissimo, dederunt Thaleeti.

Ille cessit eam Bianti, hic Pittăco, donec ad Solonem pervēnit, qui eam Apollini dedicavit. Scipio, quartum et vicesimum annum agens, cum in Hispania Carthaginem cepisset, eximiae inter captivas pulchritudinis puellam nobilem cognovit Indibili cuidam Celtibēro desponsam.

Itaque arcessit et parentibus et sponso inviolatam tradidit, auro etiam, quod pro redemptione puellae accepĕrat, summae dotis adiecto.

Atilius Regulus, cum prorogatum esse sibi ob bene gestas res cognovisset imperium, scripsit consu­libus vilicum, quem in agello habebat, mortuum esse, ideoque petere ut sibi successor mitteretur, ne deserto agro non esset unde uxor et liberi alerentur.

I pescatori di Mitilene, avendo preso in una rete una mensa d'oro, quando ebbero l'ordine, dopo aver consultato Apollo, di darla al più sapiente, la diedero a Talete.

Egli la cedette a Biante, costui a Pittaco, finché arrivò a Solone, che la dedicò ad Apollo. Scipione, a ventiquattro anni, quando in Spagna prese Cartagine (ora Cartagena), conobbe fra le prigioniere la nobile ragazza di estrema bellezza Indicibile, fidanzata ad un Celtibero.

E così mandò a chiamare i suoi genitori ed il promesso sposo e la consegnò loro inviolata, avendo aggiunto anche l'oro, che aveva ricevuto per il riscatto della ragazza, alla somma della dote.

Attilio Regolo, quando seppe che gli era stato prorogato il comando a causa delle sue imprese ben condotte, scrisse ai consoli che il fattore che aveva nel suo campicello era morto, e perciò chiedeva che gli fosse mandato un successore, affinché non fosse abbandonato il campo dal quale la moglie ed i figli erano sostentati.

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