Versione TUTOR DISCENTIUM - I galli a Roma - Valerio Massimo

VERSIONE LATINO Valerio Massimo libro Tutor Discentium B I GALLI A ROMA

Romani Gallorum exercitu pulsi, cum se in Capitolium et in arcem conferrent, inque his collibus morari omnes non possent, necessarium consilium in plana parte urbis relinquendorum seniorum ceperunt, quo facilius iuventus reliquias imperii tueretur.

ceterum ne illo quidem tam misero tamque luctuoso tempore civitas nostra virtutis suae oblita est: defuncti enim honoribus apertis ianuis in curulibus sellis cum insignibus magistratuum, quos gesserant, sacerdotiorumque, quae erant adepti, consederunt, ut et ipsi in occasu suo splendorem et ornamenta praeteritae vitae retinerent et plebi ad fortius sustinendos casus suos.

venerabilis eorum aspectus primo hostibus fuit et novitate rei et magnificentia cultus et ipso audaciae genere commotis.

sed quis dubitaret quin et Galli et victores illam admirationem mox in risum et in omne contumeliae genus conversuri essent? non expectavit igitur hanc iniuriae maturitatem M. Atilius, verum barbam suam permulcenti Gallo scipionem vehementi ictu capiti inflixit eique propter dolorem ad se occidendum ruenti cupidius corpus obtulit.

Sconfitti dall'esercito dei Galli i romani ripiegando sul campidoglio e sulla rocca e non tutti potendo esservi contenuti presero di necessità la decisione di abbandonare i vecchi nella parte pianeggiante della città perché i giovani potessero difendere più facilmente la parte ancora libera del territorio.

Neppure in quella circostanza, del resto, così infelice e dolorosa la nostra città scordò la sua virtù: i magistrati a riposo, infatti, spalancate le porte, si unirono a sedere sopra le selle curuli adornati delle insegne delle magistruture ricoperte e dei sacerdozi ottenuti, nde al tramonto dellaloro vita fossero rivestiti degli splendidi ornamenti del passato e *** il popolo a resistere con maggiore coraggio nella dura prova.

Li per li il loro aspetto suscitò riverenza nei galli restati stupiti sia dalla novità dello spettacolo sia dalla magnificenza degli abiti sia da quella maniera di mostrare il proprio coraggio.

Ma chi avrebbe dubitato che i galli in quanto tali e in quanto vincitori sarebbero sbito passati dall'ammirazione allo scherno e ad ogni genere di offesa? Marco Attilio non attese dunque chel'offessa avesse compimento ma ad un gallo che gli toccava la barba diede un violento colpo di bastone sulla testa. offrendoglisi quasi non desiderasse altro, quando il barbaro accecato dal dolore si precipitò ad ucciderlo

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