Chi è l'uomo più sapiente? - Platone versione greco triakonta

Chi è l'uomo più sapiente?
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro triakonta

αιρεφῶντα γὰρ ἴστε που. οὗτος ἐμός τε ἑταῖρος ἦν ἐκ νέου καὶ ὑμῶν τῷ πλήθει ἑταῖρός τε καὶ συνέφυγε τὴν φυγὴν ταύτην καὶ μεθ᾽ ὑμῶν κατῆλθε.

καὶ ἴστε δὴ οἷος ἦν Χαιρεφῶν, ὡς σφοδρὸς ἐφ᾽ ὅτι ὁρμήσειεν. καὶ δή ποτε καὶ εἰς Δελφοὺς ἐλθὼν ἐτόλμησε τοῦτο μαντεύσασθαι--καί, ὅπερ λέγω, μὴ θορυβεῖτε, ὦ ἄνδρες--ἤρετο γὰρ δὴ εἴ τις ἐμοῦ εἴη σοφώτερος. ἀνεῖλεν οὖν ἡ Πυθία μηδένα σοφώτερον εἶναι.

καὶ τούτων πέρι ὁ ἀδελφὸς ὑμῖν αὐτοῦ οὑτοσὶ μαρτυρήσει, ἐπειδὴ ἐκεῖνος τετελεύτηκεν. σκέψασθε δὴ ὧν ἕνεκα ταῦτα λέγω· μέλλω γὰρ ὑμᾶς διδάξειν ὅθεν μοι ἡ διαβολὴ γέγονεν. ταῦτα γὰρ ἐγὼ ἀκούσας ἐνεθυμούμην οὑτωσί· “τί ποτε λέγει ὁ θεός, καὶ τί ποτε αἰνίττεται;

ἐγὼ γὰρ δὴ οὔτε μέγα οὔτε σμικρὸν σύνοιδα ἐμαυτῷ σοφὸς ὤν· τί οὖν ποτε λέγει φάσκων ἐμὲ σοφώτατον εἶναι; οὐ γὰρ δήπου ψεύδεταί γε· οὐ γὰρ θέμις αὐτῷ”. καὶ πολὺν μὲν χρόνον ἠπόρουν τί ποτε λέγει· ἔπειτα μόγις πάνυ ἐπὶ ζήτησιν αὐτοῦ τοιαύτην τινὰ ἐτραπόμην.

Conoscete certamente Cherefonte. Questo era mio amico sin dalla giovinezza e amico della vostra fazione democratica, subì questo esilio e rientrò con voi.

E sapete chi era Cherefonte, quanto pronto era per ciò che si spingesse a fare. Una volta, giunto a Delfi, ebbe il coraggio di chiedere un responso all'oracolo - e non pretestate per ciò che vi dico, o Ateniesi -, chiese se ci fosse uno più saggio di me. La Pizia rispose che non c'era nessuno più saggio. E di questi fatti suo fratello, qui, vi testimonierà, dal momento che lui è morto. ebbe la faccia tosta di chiedere questo al dio (vi prego, non protestate, cittadini, per questo che vi dico), chiese, insomma, se ci fosse qualcuno più sapiente di me e la Pizia gli rispose che non c'era nessuno.

Di questa risposta può farsi garante suo fratello, che è qui presente, dato che lui è morto.Vi dico tutto questo perché desidero che voi sappiate da dove è nata la calunnia.

Dunque, quando io seppi la risposta dell'oracolo, mi chiesi: «Che cosa ha voluto dire il dio? E che cosa nasconde sotto i suoi enigmi? lo, in coscienza, so bene di non essere sapiente, né tanto né poco. E allora, che cosa ha voluto dire affermando che lo sono più di tutti? Certo lui non dice menzogne, non può dirle.» E, per molto tempo, così, non riuscii a farmi una ragione su quello che avesse voluto intendere. Finalmente mi decisi ad indagare sulla cosa in questo modo.

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