Il mito della Biga alata: i due cavalli dell'anima

τῶν δὲ δὴ ἵππων ὁ μέν, φαμέν, ἀγαθός, ὁ δ' οὔ· ἀρετὴ δὲ τίς τοῦ ἀγαθοῦ ἢ κακοῦ κακία, οὐ διείπομεν, νῦν δὲ λεκτέον.

ὁ μὲν τοίνυν αὐτοῖν ἐν τῇ καλλίονι στάσει ὢν τό τε εἶδος ὀρθὸς καὶ διηρθρωμένος, ὑψαύχην, ἐπίγρυπος, λευκὸς ἰδεῖν, μελανόμματος, τιμῆς ἐραστὴς μετὰ σωφροσύνης τε καὶ αἰδοῦς, καὶ ἀληθινῆς δόξης ἑταῖρος, ἄπληκτος, κελεύσματι μόνον καὶ λόγῳ ἡνιοχεῖται· ὁ δ' αὖ σκολιός, πολύς, εἰκῇ συμπεφορημένος, κρατεραύχην, βραχυτράχηλος, σιμοπρόσωπος, μελάχρως, γλαυκόμματος, ὕφαιμος, ὕβρεως καὶ ἀλαζονείας ἑταῖρος, περὶ ὦτα λάσιος, κωφός, μάστιγι μετὰ κέντρων μόγις ὑπείκων.

ὅταν δ' οὖν ὁ ἡνίοχος ἰδὼν τὸ ἐρωτικὸν ὄμμα, πᾶσαν αἰσθήσει διαθερμήνας τὴν ψυχήν, γαργαλισμοῦ τε καὶ πόθου κέντρων ὑποπλησθῇ, ὁ μὲν εὐπειθὴς τῷ ἡνιόχῳ τῶν ἵππων, ἀεί τε καὶ τότε αἰδοῖ βιαζόμενος, ἑαυτὸν κατέχει μὴ ἐπιπηδᾶν τῷ ἐρωμένῳ· ὁ δὲ οὔτε κέντρων ἡνιοχικῶν οὔτε μάστιγος ἔτι ἐντρέπεται, σκιρτῶν δὲ βίᾳ φέρεται, καὶ πάντα πράγματα παρέχων τῷ σύζυγί τε καὶ ἡνιόχῳ ἀναγκάζει ἰέναι τε πρὸς τὰ παιδικὰ καὶ μνείαν ποιεῖσθαι τῆς τῶν ἀφροδισίων χάριτος.

Dei (due cavalli), lo diciamo , uno é buono e l'altro invece no ; ma quale sia la virtù di quello buono e quale la malvagità di quello cattivo, non l'abbiamo detto dobbiamo perciò dirlo ora .

Ebbene quello che si trova dei due cavalli nella posizione migliore ha portamento eretto ed é ben fatto , tiene dritto il collo , ha il naso adunco , é bianco a vedersi , ha gli occhi neri , ma l' onore insieme alla moderazione e al pudore , é amico della vera opinione , non ha bisogno di frusta e per guidarlo basta l' incitamento verbale . L' altro , al contrario , é storto , grosso , malfatto , ha il collo robusto e corto , il muso schiacciato , il manto nero , gli occhi grigi e iniettati di sangue , é amico della violenza e dell' arroganza , peloso intorno alle orecchie , sordo e obbedisce a malapena a frusta e pungoli insieme .

Quando dunque l' auriga , alla vista della persona amata , abbia propagato in tutta l' anima il calore di questa sensazione e si sia colmato dei pungoli dell' eccitazione e del desiderio , il cavallo che gli obbedisce , frenato anche in queste circostanze come sempre dal pudore , si trattiene dal saltare addosso all' amato .

L' altro invece non si cura più nè dei pungoli dell' auriga nè della frusta , ma salta e si comporta violentemente , arrecando al compagno di giogo e all' auriga molestie d' ogni genere e costringendoli ad andare verso l' amato e a ricordargli le delizie di Afrodite.

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