Opinioni di Socrate sugli Elogi funebri - Platone versione greco (traduzione e analisi)

Opinioni di Socrate sugli Elogi funebri VERSIONE DI GRECO DI PLATONE E TRADUZIONE

καὶ μήν, ὦ Μενέξενε, πολλαχῇ κινδυνεύει καλὸν εἶναι τὸ ἐν πολέμῳ ἀποθνῄσκειν.

καὶ γὰρ ταφῆς καλῆς τε καὶ μεγαλοπρεποῦς τυγχάνει, καὶ ἐὰν πένης τις ὢν τελευτήσῃ, καὶ ἐπαίνου αὖ ἔτυχεν, καὶ ἐὰν φαῦλος ᾖ, ὑπ' ἀνδρῶν σοφῶν τε καὶ οὐκ εἰκῇ ἐπαινούντων, ἀλλὰ ἐκ πολλοῦ χρόνου λόγους παρεσκευασμένων, οἳ οὕτως καλῶς ἐπαινοῦσιν, ὥστε καὶ τὰ προσόντα καὶ τὰ μὴ περὶ ἑκάστου λέγοντες, κάλλιστά πως τοῖς ὀνόμασι ποικίλλοντες, γοητεύουσιν ἡμῶν τὰς ψυχάς, καὶ τὴν πόλιν ἐγκωμιάζοντες κατὰ πάντας τρόπους καὶ τοὺς τετελευτηκότας ἐν τῷ πολέμῳ καὶ τοὺς προγόνους ἡμῶν ἅπαντας τοὺς ἔμπροσθεν καὶ αὐτοὺς ἡμᾶς τοὺς ἔτι ζῶντας ἐπαινοῦντες, ὥστ' ἔγωγε, ὦ Μενέξενε, γενναίως πάνυ διατίθεμαι ἐπαινούμενος ὑπ' αὐτῶν, καὶ ἑκάστοτε ἐξέστηκα ἀκροώμενος καὶ κηλούμενος, ἡγούμενος ἐν τῷ παραχρῆμα μείζων καὶ γενναιότερος καὶ καλλίων γεγονέναι

Menesseno, è bello forse, per vari motivi, morire in guerra.

Persino chi è povero, fra i caduti, ha una sepoltura nobile, splendida e persino chi è vile ha una lode per impegno di uomini abili, che non intrecciano parole senza riflettere, ma le preparano molto tempo prima, di uomini che sanno elaborare una lode così felice che, nel mescolare sulle singole vicende realtà e finzione, nel rompere la monotonia in forma superba con i loro giochi lessicali, ci affascinano l’anima, uomini che in ogni modo esaltano la città e circondano con parole di lode i caduti nella guerra e gli avi tutti, che abbiamo nel passato, e noi stessi, che siamo pur sempre vivi, a tal punto che io, almeno io, Menesseno, colpito dalle loro parole di lode, mi trovo nella condizione più nobile, anzi resto sempre turbato nel percepirle, ammaliato e sicuro di diventare, sul momento, più grande, più nobile, più bello.

Come poi è naturale, capito sempre vicino a stranieri, anche loro fra la gente che ascolta: li guardo e, sul momento, mi gonfio di orgoglio, perché penso che subiscano lo stesso tipo di emozioni sia nel considerare me sia nel considerare la città intera, che la vedano grande più di prima, persuasi da chi porge il discorso.

Un orgoglio, questo, che per più di tre giorni mi pervade. Così risuona e così penetra nelle orecchie il discorso, con la voce di chi lo porge, che a stento, dopo quattro, se non cinque giorni di distanza, recupero la coscienza di chi sono, capisco dove sono: prima, invece, m’illudo quasi di abitare nelle isole dei beati. Così abili sono gli oratori che abbiamo

Traduzione letterale

...e adornando con le parole nel modo più bello, ed elogiando la città in tutti i modi e celebrando i morti in guerra, tutti i nostri progenitori che sono venuti prima di noi ( τοὺς ἔμπροσθεν ) e noi stessi che ancora siamo in vita, incantano le nostre anime, al punto che io, o Menesseno, provo veramente la nobile sensazione (γενναίως διατίθεμαι ) di essere elogiato da loro, e ogni volta resto attonito ad ascoltarli e a lasciarmi ammaliare, pensando all'istante di essere diventato più grande, più nobile e più virtuoso

κάλλιστά πως τοῖς ὀνόμασι ποικίλλοντες (=partic. pres. congiunto ad un soggetto precedente plurale), γοητεύουσιν (principale) ἡμῶν τὰς ψυχάς, καὶ τὴν πόλιν ἐγκωμιάζοντες (=partic. pres. congiunto ad un soggetto precedente plurale) κατὰ πάντας τρόπους καὶ τοὺς τετελευτηκότας (=part. sostantivato) ἐν τῷ πολέμῳ καὶ τοὺς προγόνους ἡμῶν ἅπαντας τοὺς ἔμπροσθεν καὶ αὐτοὺς ἡμᾶς τοὺς ἔτι ζῶντας (=partic. congiunto a ἡμᾶς) ἐπαινοῦντες (=partic. pres. congiunto ad un soggetto precedente plurale), // ὥστ' ἔγωγε, ὦ Μενέξενε, γενναίως πάνυ διατίθεμαι (consecutiva)ἐπαινούμενος (participio predicativo retto da διατίθεμαι ) ὑπ' αὐτῶν, καὶ ἑκάστοτε ἐξέστηκα (consecutiva) ἀκροώμενος καὶ κηλούμενος (participi predicativi retti da ἐξέστηκα ), ἡγούμενος (=partic. congiunto rifer. a "io" sottinteso) ἐν τῷ παραχρῆμα μείζων καὶ γενναιότερος καὶ καλλίων γεγονέναι = infinitiva

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