Socrate è come la torpedine - versione greco Platone da Il nuovo taxis

SOCRATE è COME LA TORPEDINE VERSIONE DI GRECO di Platone TRADUZIONE dal libro Il nuovo Taxis

Ὦ Σώκρατες, ἤκουον μὲν ἔγωγε πρὶν καὶ συγγενέσθαι σοι ὅτι σὺ οὐδὲν ἄλλο ἢ αὐτός τε ἀπορεῖς καὶ τοὺς ἄλλους ποιεῖς ἀπορεῖν· καὶ νῦν, ὥς γέ μοι δοκεῖς, γοητεύεις με καὶ φαρμάττεις καὶ ἀτεχνῶς κατεπᾴδεις, ὥστε μεστὸν ἀπορίας γεγονέναι. Καὶ δοκεῖς μοι παντελῶς, εἰ δεῖ τι καὶ σκῶψαι, ὁμοιότατος εἶναι τό τε εἶδος καὶ τἆλλα ταύτῃ τῇ πλατείᾳ νάρκῃ τῇ θαλαττίᾳ· καὶ γὰρ αὕτη τὸν ἀεὶ πλησιάζοντα καὶ ἁπτόμενον ναρκᾶν ποιεῖ, καὶ σὺ δοκεῖς μοι νῦν ἐμὲ τοιοῦτόν τι πεποιηκέναι, (ναρκᾶν)· ἀληθῶς γὰρ ἔγωγε καὶ τὴν ψυχὴν καὶ τὸ στόμα ναρκῶ, καὶ οὐκ ἔχω ὅτι ἀποκρίνωμαί σοι.

Καίτοι μυριάκις γε περὶ ἀρετῆς παμπόλλους λόγους εἴρηκα καὶ πρὸς πολλούς, καὶ πάνυ εὖ, ὥς γε ἐμαυτῷ ἐδόκουν· νῦν δὲ οὐδ' ὅτι ἐστὶν τὸ παράπαν ἔχω εἰπεῖν. Καί μοι δοκεῖς εὖ βουλεύεσθαι οὐκ ἐκπλέων ἐνθένδε οὐδ' ἀποδημῶν· εἰ γὰρ ξένος ἐν ἄλλῃ πόλει τοιαῦτα ποιοῖς, τάχ' ἂν ὡς γόης ἀπαχθείης.

O Socrate, anch'io prima di frequentarti sentivo che tu non facevi nient'altro se non essere tu stesso pieno di dubbi e far sentire pieni di dubbi gli altri; e ora, come a me sembra, mi streghi, mi ammalii, mi incanti assolutamente, così che sono (anch'io) pieno di dubbio.

E a me sembri essere, se è permesso schernirti un po', perfettamente identico, nell'aspetto e nelle altre caratteristiche, alla piatta torpedine marina; e infatti quella fa addormentare ogni volta che qualcuno si avvicini e la tocchi, e mi sembra che ora tu faccia qualcosa di simile a me.

Infatti io sono davvero ipnotizzato nell'animo, nella bocca e non so che risponderti.

Certo infinite volte ho argomentato sulla virtù, e con molte persone e molto bene, come mi sembrava. Ora invece non so nemmeno dire che cosa sia la virtù per definizione. Mi sembri proprio prendere una buona decisione evitando di partire da qua per mare o per terra, infatti se facessi queste cose in un'altra città, saresti subito portato via come mago.

ALTRO TIPO DI TRADUZIONE

O Socrate, io stesso sentivo dire, anche prima di frequentarti, che tu non fai altro che dubitare o far dubitare gli altri; ed ora, a parer mio, mi affascini, mi meravigli, m'incanti senza alcun artificio magico, cosicchè io sia sempre colmo di incertezza. E mi sembri - se mi è consentito scherzare in qualche modo - molto simile, tanto nell'aspetto quanto nelle altre caratteristiche, ad una piatta torpedine di mare; difatti costei di volta in volta fa diventare torpido chi le si avvicini e la tocchi, e mi pare che tu abbia provocato un effetto del genere sulla mia persona; tant'è che io stesso, sinceramente, mi sento intorpidito nella mente e nella parola, e non so che cosa risponderti. Purtuttavia, ho ripetuto diecimila volte numerosi discorsi riguardo alla virtù, peraltro rivolti a molti, e ben recitati, almeno così mi pareva; ora, proprio non riesco a dir nulla con certezza. E mi sembri decidere bene, non navigando via di qui né allontanandoti dalla patria; se, difatti, agissi in tal modo da straniero in un'altra città, verresti immediatamente trascinato in giudizio in quanto stregone.

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