Alcune istituzioni dei galli

In libris de bello Gallico Caesar mores, instituta et religionem Gallorum descripsit ... filiis in puerili aetate patri in publico adsistere non licebat, quia rem turpem existimabant.

Nei libri sul ("de ablativo" = complemento di argomento) "De Bello Gallico" Cesare descrisse i costumi, i principi e la religione dei Galli.

I Druidi amministravano le cerimonie divine ed i processi, i soldati di cavalleria combattevano schierati sul campo di battaglia. Tra le altre divinità i Galli veneravano con particolare devozione Mercurio, del quale Cesare ebbe modo di vedere molte effigi. Consideravano Mercurio inventore di tutte le arti liberali e di tutti gli oggetti di valore pratico, guida nei viaggi, protettore dei mercanti.

Dopo Mercurio celebravano Apollo e Marte. Sacrificavano a Marte tra le querce in mezzo ai boschi il bestiame dei nemici; accatastavano tutti gli altri oggetti del bottino in un luogo sacro. Lì, in onore degli dei si recavano in processione con tutto il bottino insieme ad un'enorme sagoma d'uomo fatta e rivestita di paglia. Essi non delimitano lo spazio del tempo nel numero dei giorni ma delle notti, dato che davano inizio ai giorni, ai mesi e agli anni dal tramonto del sole. In altre istituzioni le abitudini dei Galli erano analoghe a quelle adottate dagli altri barbari.

Tuttavia erano differenti in una sola regola: non era lecito ai figli ancora in tenera età stare in pubblico accanto al padre.

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