Carestia nell'accampamento di Cesare (Versione di latino Cesare)

Carestia nell'accampamento di Cesare Autore: Cesare

Scipio cum copiis, Uticae grandi praesidio relicto, profectus, primum Hadrumeti castra ponit, deinde ibi paucos dies commoratus, noctu itinere facto, cum Labieni et Petrei copiis coniungit, atque unis castris factis VI milia passuum longe considunt.

Traduzione

Scipione, essendosi messo in cammino insieme alle truppe, lasciato un grande presidio a Utica, prima colloca l'accampamento ad Adrumeto, poi, essendosi trattenuto là pochi giorni, compiuto il viaggio durante la notte, fa il ricongiugimento con le truppe di Labieno e Petreio, e si stabiliscono in un unico accampameto posto a seimila passi dall'accampamento di Cesare (a Caesaris castris sottinteso dalla nota). La cavalleria di loro intanto errava intorno alle fortificazioni di Cesare e catturava quelli che procedevano fuori dal vallo per approvvigionarsi e rifornirsi d'acqua.

Così tenevano fermi tra le fortificazioni tutti gli avversari. I Cesariani per questo motivo furono afflitti da una grave mancanza di viveri poiché non erano ancora stati trasportati i viveri né dalla Sicilia né dalla Sardegna, e a causa della stagione le flotte non potevano andare senza pericolo in mare. E non si dirigevano in tutte le direzioni più di tre miglia di terra d'Africa ed erano sopraffatti dalla scarsità di cibo.

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