Cesare raggiunge il territorio dei Treviri (Versione di latino Cesare)

Cesare raggiunge il territorio dei Treviri
Autore: Cesare

Ipse cum legionibus expeditis IIII et equitibus DCCC in fines Treverorum proficiscitur, quod hi neque ad concilia veniebant neque imperio parebant Germanosque Transrhenanos sollicitare dicebanturHaec civitas longe plurimum totius Galliae equitatu valet magnasque habet copias peditum Rhenumque, ut supra demonstravimus, tangit.

Traduzione

I Treveri possiedono, tra tutti i Galli, la cavalleria più forte in assoluto e una fanteria numerosa.

I loro territori raggiungono, come si è detto in precedenza, il Reno. Tra i Treveri due uomini lottavano per il potere: Induziomaro e Cingetorige. Quest'ultimo, non appena giunge notizia dell'arrivo di Cesare con le legioni, gli si presenta e, confermandogli che lui e tutti i suoi avrebbero rispettato gli impegni assunti senza tradire l'amicizia del popolo romano, lo mette al corrente della situazione. Induziomaro, invece, inizia a raccogliere cavalieri e fanti e a prepararsi alla guerra; chi, per ragioni d'età, non poteva combattere, era stato posto al sicuro nella selva delle Ardenne, una foresta enorme, che dal Reno attraverso la regione dei Treveri si estende sino al confine dei Remi.

Ma quando alcuni principi dei Treveri, spinti dai loro legami di amicizia con Cingetorige e spaventati dall'arrivo del nostro esercito, si recarono da Cesare e, non potendo provvedere per la nazione, cominciarono a presentargli richieste per se stessi, anche Induziomaro, nel timore di rimaner completamente solo, gli inviò emissari: non aveva voluto abbandonare i suoi e presentarsi di persona a Cesare soltanto per poter garantire, con maggior facilità, il rispetto degli impegni assunti;

c'era il rischio che il popolo, una volta lontani tutti i nobili, commettesse imprudenze; i Treveri, dunque, erano sotto la sua autorità ed egli, se Cesare lo permetteva, si sarebbe recato nell'accampamento romano per porre se stesso e la propria gente sotto la sua protezione. Egli, alla testa di quattro legioni senza bagagli e di ottocento cavalieri, punta sui territori dei Treveri, popolo che non si presentava alle assemblee, non ubbidiva agli ordini e, a quel che si diceva, sollecitava l'intervento dei Germani d'oltre Reno.

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