La debolezza di carattere dei Galli (Versione di latino Cesare)

La debolezza di carattere dei Galli
Autore: Cesare

(versione 29 p.

67, Primus Liber)
His de rebus Caesar certior factus et infirmitatem Gallorum veritus, quod sunt in consiliis capiendis mobiles et novis plerumque rebus student, nihil his committendum existimavit. Est enim hoc Gallicae consuetudinis, uti et viatores etiam invitos consistere cogant et quid quisque eorum de quaque re audierit aut cognoverit quaerant et mercatores in oppidis vulgus circumsistat quibus ex regionibus veniant quas ibi res cognoverint pronuntiare cogat. His rebus atque auditionibus permoti de summis saepe rebus consilia ineunt, quorum eos in vestigio paenitere necesse est, cum incertis rumoribus serviant et pleri ad voluntatem eorum ficta respondeant.


Cesare, sapendo questi fatti e preoccupandosi della mancanza di carattere dei Galli, i quali sono volubili nel decidere e si fanno facilmente attrarre dalle novità, decise di non dar loro per nessun motivo affidamento. I Galli infatti hanno l'abitudine di costringere i viaggiatori, anche contro il loro volere, a fermarsi, e di domandare loro qualsiasi cosa abbiano saputo o sentito;

nelle città il popolo circonda i mercanti e li costringe a dire da quali regioni essi provengano e cosa vi abbiano saputo. Sulla base di queste notizie e dicerie, prendono spesso decisioni molto gravi, delle quali devono pentirsi subit dopo, poiché hanno dato adito a voci infondate, perché le informazioni fornite dalla maggior parte degli interrogati sono falsate dal desiderio di compiacerli.

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