La fallita emigrazione degli Elvezi (Versione di latino Cesare)

La fallita emigrazione degli Elvezi
Autore: Cesare dal "NOVA OFFICINA"

IN LIBRIS, QUOS DE BELLO GALLICO CAESAR SCRIPSIT, LEGIMUS HELVETIOS STATUISSE DE SUIS FINIBUS CUM OUXORIBUS ET LIBERIS MIGRARE IN TUTIORES GALLIAE REGIONES"

Nei libri che Cesare scrisse riguardo alla guerra Gallica, apprendiamo che gli Elvezi decisero di emigrare con mogli e figli dalle loro regioni, a quelle più sicure della Gallia.

Gli Elvezi, infatti, erano circondati da ogni parte dalla natura del luogo, ed erano oppressi dai Germani molto bellicosi.


Cesare scrive che Orgetorige fu autore di quel consiglio.
Infatti, Orgetorige, il quale presso gli Elvezi era molto ricco e famoso, sperava che avrebbe condotto tutte le cittò della Gallia sotto il suo potere.
Sappiamo che allora gli Elvezi furono turbati dall'autorità di Orgetorige e dalle sue parole, e che, nel giro di due anni, prepararono tutte le cose che erano necessarie all'emigrazione.

Essendo giunto il tempo dell'emigrazione inviarono ambasciatori a Cesare e chiesero a loro se fosse lecito passare attraverso gli Allobrogi e i Sequani. Attraverso gli ambasciatori promettevano che non avrebbero fatto ai Romani e ai Galli niente di dannoso. Tuttavia Cesare non concesse ciò ed impedì la loro partenza con la forza.

oppure:

Nei libri, che Cesare scrisse a proposito della guerra Gallica, leggiamo che gli Elvezi decisero di emigrare dai loro territori nelle più sicure regioni della Gallia con le mogli e gli schiavi. Gli Elvezi infatti erano frenati dappertutto dalla conformazione del luogo e subivano la pressione dei bellicosissimi Germani. Cesare scrive che l’autore di quel piano fu Orgetorige. Infatti Orgetorige, che presso gli Elvezi era di gran lunga il più ricco e il più nobile, sperava che tutti i popoli della Gallia gli avrebbero dato retta. Sappiamo allora che nel giro di due anni gli Elvezi furono convinti dall’autorità di Orgetorige e da ogni sua parola, che la migrazione fosse necessaria, preparassero. Essendo giunto il tempo dell’emigrazione, inviarono degli ambasciatori da Cesare e gli chiesero il permesso di attraversare gli Allobrogi e i Sequani. Attraverso i legati promettevano che non avrebbero causato danni ai romani e ai galli. Cesare tuttavia non concesse loro ciò e impedì il loro tragittò con preopotenza.

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