La punizione di Accone (Versione di latino Cesare)

La punizione di Accone
Autore: Cesare

Tali modo vastatis regionibus exercitum Caesar duarum cohortium damno Durocortorum Remorum reducit concilioque in eum locum Galliae indicto de coniuratione Senonum et Carnutum quaestionem habere instituit et de Accone, qui princeps eius consili fuerat, graviore sententia pronuntiata more maiorum supplicium sumpsit.

Nonnulli iudicium veriti profugerunt. Quibus cum aqua atque igni interdixisset, duas legiones ad fines Treverorum, duas in Lingonibus, sex reliquas in Senonum finibus Agedinci in hibernis collocavit frumentoque exercitui proviso, ut instituerat, in Italiam ad conventus agendos profectus est.


Devastate in tal modo le regioni, Cesare conduce l'esercito, che aveva subito la perdita di due coorti, a Durocortoro, città dei Remi. Qui convoca l'assemblea della Gallia e decide di aprire un'inchiesta sulla cospirazione dei Senoni e dei Carnuti.

Accone, responsabile del piano di sollevazione, fu condannato alla pena capitale e giustiziato secondo l'antico costume dei nostri padri. Alcuni, temendo il processo, fuggirono. Cesare li condannò all'esilio. Sistemò nei quartieri invernali due legioni presso i Treveri, due nelle terre dei Lingoni, le altre sei nella regione dei Senoni, ad Agedinco. Dopo aver provveduto alle scorte di grano per l'esercito, partì alla volta dell'Italia, come suo solito, per tenervi le sessioni giudiziarie

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