Che cosa è più desiderabile della sapienza - Cicerone versione latino Ornatus

Che cosa è più desiderabile della sapienza
versione latino Cicerone libro Ornatus

Quid enim est, per deos, optabilius sapientia, quid praestantius, quid homini melius, quid homine dignius?

sive ratio constantiae virtutisque ducitur, aut haec ars est aut nulla omnino, per quam eas assequamur.

TRADUZIONE LIBRO ORNATUS

Che cos'è infatti, nel nome degli dei, più desiderabile della sapienza, più nobile, più adatto all'uomo, più degno per l'uomo?

Dunque coloro che la ricercano sono chiamati filosofi, né altro è la filosofia, se vuoi che sia compresa, che amore per il sapere; ma la sapienza è, come viene definita dagli antichi filosofi, la scienza del divino e dell'umano e delle cause, da cui esse dipendono, e se qualcuno biasima lo studio di tale scienza allora invero non comprendo che cosa possa essere stimato degno di lode.

infatti se cerchiamo la tranquillità dell'animo e la tranquillità dagli affanni, quale diletto e quale tranquillità si posso paragonare con la costante applicazione di coloro che ricercano sempre qualcosa che riguardi e balga il vivere bene e felicemente?

ANCORA

Che cosa infatti, per gli dei, è più desiderabile della sapienza, cosa è superiore, cosa è preferibile per l’uomo e cosa è più degno dell’uomo? Pertanto quelli che la cercano, sono chiamati filosofi, e la filosofia non è nient’altro, se tu volessi intendere bene, se non l’amore della sapienza. E la sapienza è, come è stata definita dagli antichi filosofi, la scienza delle cose divine e umane e delle cause, con le quali queste cose sono connesse, e chi ne biasima lo studio non so per nulla che cosa ci sia che questo riterrebbe che debba esser lodato. E se si ricerca il diletto dell'animo e la tranquillità degli affanni, quale diletto e qua le tranquillìtà si possono paragonare con la co stante applicazione di coloro che ricercano sempre qualche cosa che riguardi e valga per vivere bene e felicemente?

Se si ricerca la norma della coerenza e della virtù, o è questa l'arte filosofica per mezzo della quale poterle perseguire o non ve ne è affatto alcuna. Il sostenere che non esista alcuna scienza dei massimi problemi, mentre dei minimi non ve ne è alcuno senza la sua specifica regola, è considerazione degna di uomini che parlano senza riflettere e che sbagliano proprio sui massimi problemi. Se esiste una disciplina della virtù, dove la ricercheremmo, qualora ci allontanassimo da questo genere di studi?

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