Cicerone confessa i suoi dubbi - versione latino Compitum

Cicerone confessa i suoi dubbi versione latino Compitum

Persaepe mihi cogitanti de communibus miseriis, in quibus tot annos versamur et, ut video, versabimur, solet in mentem venire illius temporis, quo proxime fuimus una;

a me che assai spesso rifletto sulle difficoltà comuni, in cui ci troviamo, suole venire alla mente quel tempo, in cui fummo insieme.

il 12 maggio, sotto il consolato di Lentulo e Marcello. Quella sera m'ero recato alla mia villa di Pompei, e tu eri là ad aspettarmi in preda all'agitazione. Ti teneva in ansia il continuo pensare a quale fosse il mio dovere e poi anche al pericolo che correvo: se rimanevo in Italia, temevi che sarei venuto meno al mio dovere; se partivo per la guerra, ti allarmava il pericolo cui mi esponevo.

In quella occasione hai visto senza dubbio anche me in preda a una grande agitazione: tanto che non riuscivo a decidere quale fosse il partito migliore da prendere. Tuttavia ho preferito obbedire al mio senso dell'onore e al mio buon nome che far conto della salvezza.

2. Se poi mi sono pentito della mia condotta, non fu tanto per i rischi che correvo quanto per tutte le situazioni problematiche in cui mi imbattei all'arrivo: anzitutto le truppe, scarse di numero e poco combattive; poi, fatta eccezione per il comandante e pochi ancora (sto parlando dei capi), tutti gli altri così rapaci in guerra e crudeli nei loro discorsi che persino la prospettiva della vittoria mi metteva i brividi

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