Cicerone e Bruto Elogio dell'eloquenza

Feci, inquam, istuc quidem et saepe facio.

Ho fatto, ripeto, così davvero e spesso faccio. Infatti, Bruto, quando frequente ti guardo, mi viene in mente da chiedermi con preoccupazione se la tua natura ammirevole, la tua squisita dottrina e la tua non comune operosità avranno mai una buona volta spazio. Infatti, quando ti dedicavi a processi importantissimi, e la mia età cedendo a te, e sottoponendo i fasci per riverenza, improvvisamente in città, mentre altre cose andavano in rovina, anche quella stessa eloquenza, su cui stiamo per iniziare la discussione, è ammutolita.

Allora egli: a causa di tutte le altre cose, disse, costì mi affliggo e credo bisogna rattristarsi; dell'eloquenza, però, mi piacciono non tanto il vantaggio e la gloria, quanto lo studio stesso e l'esercizio;

poiché alcuna cosa, non mi sottrarrà specialmente sapendo di essere oggetto delle tue premure. Infatti, nessuno è in grado di parlare bene se non chi ragiona saggiamente; perciò chi si applica alla vera eloquenza, attende alla saggezza, della quale nessuno può astenersi con indifferenza, neppure durante le guerre più aspre.

Copyright © 2007-2022 SkuolaSprint.it di Anna Maria Di Leo P.I.11973461004 | Tutti i diritti riservati - Vietata ogni riproduzione, anche parziale
web-site powered by many open source software and original software by Jan Janikowski 2010-2022 ©.
All trademarks, components, sourcecode and copyrights are owned by their respective owners.

release check: 2022-05-23 23:52:42 - flow version _RPTC_G1.1