Grazie agli Etruschi la cultura si introduce a Roma (Versione Cicerone)

Grazie agli Etruschi la cultura si introduce a Roma versione latino Cicerone traduzione libro Traditio n. 1 pag. 69

Fuisse quendam ferunt Demaratum Corinthium et honore et auctoritate et fortunis facile civitatis suae principem;

qui cum Corinthiorum tyrannum Cypselum ferre non potuisset, fugisse cum magna pecunia dicitur ac se contulisse Tarquinios, in urbem Etruriae florentissimam. Cumque audiret dominationem Cypseli confirmari, defugit patriam vir liber ac fortis et adscitus est civis a Tarquiniensibus atque in ea civitate domicilium et sedes collocavit.

Ubi cum de matre familias Tarquiniensi duo filios procreavisset, omnibus eos artibus ad Graecorum disciplinam erudivit. Mortuo deinde Demarato et maiore filio, minor natu Romam migravit, cumque facile in civitatem receptus esset, propter humanitatem atque doctrinam Anco regis familiaris est factus usque eo, ut consiliorum omnium particeps et socius paene regni putaretur.

Erat in eo praeterea summa comitas, summa in omnes cives benignitas. Itaque mortuo Marcio cunctis populi suffragiis rex est creatus L. Tarquinius; sic enim suum nomen ex Graeco nomine inflexerat, ut in omni genere huius populi consuetudinem videretur imitatus. Atque eundem primum ludos maximos, qui Romani dicti sunt, fecisse accepimus.

A quanto raccontano (si dice) che ci fu un un certo Demarato di Corinto, personalità principe della sua città in quanto ad onore, autorità ed averi che non avendo potuto sopportare il tiranno di Corinto Cipselo fuggì, a quanto si racconta con buona parte del suo denaro, per rifugiarsi a Tarquinia, città molto fiorente dell'Etruria.

Quando venne a sapere che la tirannia di Cipselo si era consolidata, (Demarato sottinteso)uomo libero e forte rifuggì patria e acquisì cittadinanza di Tarquinio e collocò il suo domicilo e la sua sede presso quella cittadinanza.

Qui dopo aver avuto due figli da una donna di Tarquinia - li istruì in tutte le arti, secondo la disciplina dei Greci. Morto, poi, Demarato e il secondogenito, il primogenito si trasferì a Roma e - dopo aver facilmente ottenuto la cittadinanza, in virtù della sua humanitas e della sua immensa cultura - divenne familiare del re Anco, al punto che era creduto partecipe di ogni decisione e, praticamente, un re aggiunto.

Egli) era in grande amicizia con lui, ben disposto nei confronti di tutti i suoi concittadini. Così, alla morte di Marcio, fu creato re per suffragio unanime L. Tarquinio; aveva infatti così mutato il suo nome dal suo greco, per sembrare d'aver assimilato fino in fondo le usanze di questo popolo. Sappiamo [accepimus] (inoltre) che, sempre lui, fu il primo ad istituire i "Ludi Massimi", chiamati "Romani".

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