L'ambizione è fonte di cattive azioni

Apud Platonem est ut omnem morem Lacedaemoniorum inflammatum esse cupiditate vincendi, sic ut quisque animi magnitudinem maxime excellet, ita maxime vult princeps omnium esse.

Presso Platone noi leggiamo che ogni costume degli Spartani era infiammato dalla bramosia di vincere così che ciascuno che si distingueva  per grandezza dell'animo, voleva sopratutto essere il più insigne di tutti.

Tuttavia  è difficile, quando desideri  essere superiore a tutti, mantenere la moderzione, che è la caratteristica più grande della giustizia. Da ciò deriva che non sopportano di essere battuti né in un diverbio né in un giudizio legale e che nello stato ci siano parecchi faziosi che ottengono grandissime ricchezze e siano superiori con la forza, piuttosto che eguali per la giustizia.

Ma quanto è più difficile mantenere l’equità, tanto più è bellissimo. Perciò sono da ritenersi forti e magnanimi non coloro che commettono un’ingiustizia, ma quelli che la impediscono.

Al contrario la vera e saggia grandezza d’animo giudica onesto ciò che segue la natura prima di tutto, posto nelle azioni, non nella gloria e che preferisce essere il migliore piuttosto che sembrarlo. Molto facilmente, infatti il desiderio di gloria spinge ad azioni ingiuste quanto più uno è di animo altissimo.

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