Socrate: segni da un altro mondo (o da questo?)

Hoc nimirum est illud quod de Socrate accepimus, quodque ab ipso in libris Socraticorum saepe dicitur: esse divinum quiddam, quod Graece δαιμόνιον appellat, cui semper ipse paruerit numquam impellenti, saepe revocanti.

Ciò è proprio quello che ereditiamo su Socrate, e ciò che viene detto da lui stesso nei libri Socratici: (ovvero che) c'era qualcosa di divino che in greco si chiama "daimon (demone, detto anche "demone socratico) a cui egli stesso obbediva che mai lo turbava, spesso lo dissuadeva.

Ed inoltre Socrate ([ci] chiediamo quale maestro sia migliore di questo?) a Senofonte che (lo) consultava se [doveva] seguire Ciro, dal momento che egli spiegò le cose che a lui stesso sembravano disse: "il mio consiglio è umano;

ma sulle cose sia oscure sia incerte bisogna  sottoporsi ad Apollo"; infatti si rivolsero a lui anche gli Ateniesi in modo ufficiale sulle cose più importanti.

(Traduzione letterale by Vogue)

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