SOMNIVM SCIPIONIS Angustiae terrarum

Cicerone lingua latina per se illustrata
Haec ego admirans referebam tamen oculos ad terram identidem, ...Cuius quidem anni nondum vicesimam partem scito esse conversam!

Il sogno di Sciopione, Le angustie (i disagi) della terra.


Pur ammirando queste cose, tuttavia dirigevo continuamente gli occhi verso la terra. Allora l'Africano disse: "Percepisco che tuttora guardi attentamente la sede e la casa degli uomini; che se a te sembra così piccola, come è, guarda attentamente sempre queste cose celesti, trascura quelle umane! Tu, infatti, quale rinomanza nei discorsi degli uomini o quale gloria desiderabile puoi conseguire? Vedi che sulla terra si abita in luoghi sparsi e angusti e nelle stesse, per così dire, macchie, dove si abita, si interpongono vasti luoghi deserti e che tutti coloro che abitano la terra non solo sono così separati, che tra gli stessi niente possa diffondersi dagli uni agli altri, ma in parte stanno obliqui, in parte di traverso, in parte anche opposti a voi - dai quali non potete aspettare certamente nessuna gloria! Ma [tu] per giunta vedi la medesima terra quasi incoronata e circondata da alcune fasce, di cui vedi che le due più distanti tra loro, appoggiate da entrambi i lati ai vertici stessi del cielo, sono irrigidite dal freddo, mentre quella centrale e più estesa è riarsa dal calore del sole. Due sono abitabili, delle quali quella australe, nella quale coloro che vi abitano lasciano impronte opposte alle vostre, non hanno niente a che fare con la vostra razza; quest'altra, sottoposta all'Aquilone, che abitate, osserva come vi tocchi in minima parte. Infatti tutta la terra, che è abitata da voi, ristretta ai vertici, più larga ai lati, è, per così dire, una piccola isola circondata da quel mare, che sulla terra chiamate 'Atlantico', poiché grande, che denominate "Oceano" - che tuttavia vedi quanto sia piccolo con un nome così grande!

Da queste stesse terre abitate e conosciute forse la tua fama o di chiunque di noi ha potuto oltrepassare questo Caucaso, che vedi, o attraversare a nuoto quel Gange? Chi udrà la tua fama nelle restanti estreme regioni dell'oriente o dell'occidente o del settentrione o del meridione? Tolte le quali, vedi senza dubbio in quali spazi ristretti la vostra gloria vuole espandersi!Gli stessi che parlano di noi, quanto parleranno a lungo? Se anche quella progenie di uomini futuri desideri tramandare ai posteri le lodi di ciascuno di noi ricevute dai padri, tuttavia, a causa di inondazioni e incendi delle terre, che è inevitabile accadano in un determinato periodo, non solo non possiamo raggiungere una gloria eterna, ma neppure duratura.

D'altra parte cosa importa che vi sarà un discorso su di te da parte di coloro che nasceranno in seguito, dal momento che non ve n'è stato nessuno da parte di coloro che sono nati prima? - i quali uomini non furono certamente di meno e senza dubbio migliori - soprattutto perché nessuno, presso quegli stessi da cui il nostro nome può essere ascoltato, può conservare il ricordo di un solo anno! Gli uomini infatti comunemente misurano l'anno soltanto in base al ritorno del sole, cioè di un solo astro; quando tutti gli astri saranno tornati allo stesso punto da dove una prima volta sono partiti e avranno riprodotto, con lunghi intervalli, la stessa ripartizione di tutto il cielo, allora quello davvero può essere chiamato un 'annò che volge, nel quale a stento oso dire quante generazioni di uomini siano comprese. E infatti, come una volta il sole sembrò agli uomini venir meno e spegnersi, quando l'anima di Romolo penetrò in questi stessi spazi, così, quando il sole verrà meno per la seconda volta dalla stessa parte e nel medesimo istante, allora, ricondotte al principio tutte le costellazioni e le stelle, considera compiuto un anno! Sappi, inoltre, che di quest'anno non è ancora trascorsa la 20esima parte!

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