Un criterio di scelta degli amici

Quonam enim modo quisquam amicus esse poterit ei, cui se putabit inimicum esse posse?

..... Quin etiam, si minus felices in diligendo fuissemus, ferendum id Scipio potius quam inimicitiarum tempus cogitandum putabat.

Infatti, in quale maniera, infatti, qualcuno potrà essere amico di quello del quale riterrà di poter essere nemico? Sarà anzi necessario desiderare e volere che l'amico molto spesso sbagli, perché offra, per così dire, molte occasioni per riprenderlo; d'altra parte, invece, per le buone azioni e i successi degli amici sarà necessario affliggersi, addolorarsi e provare invidia.

Perciò in verità questa regola, di chiunque sia, contribuisce a soffocare l'amicizia. Questo piuttosto si sarebbe dovuto consigliare che adoperassimo nell'allacciare amicizie tale attenzione da non iniziare ad amare uno che un giorno potessimo detestare.

Anzi Scipione pensava che se fossimo stati poco felici nella scelta si dovesse tollerare ciò piuttosto che pensare al tempo di inimicizie.

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