Un episodio relativo ad Annibale - NOVA LEXIS - Versione Cicerone

Un episodio relativo ad Annibale
versione latino Cicerone
traduzione libro nova lexis pag. 238

Cum Hannibal Carthagine expulsus Ephesum ad Antiochum venisset xsul proque eo, quod eius nomen erat magnâ apud omnis gloriâ, invitatus...

Annibale, essendo stato cacciato da Cartagine e recatosi in esilio a Efeso, presso Antioco, fu invitato dai suoi ospiti, per il fatto che il suo nome era celebre ovunque, ad ascoltare, se gli avesse fatto piacere, il filosofo che ho nominato.

Poiché Annibale non rifiutò, si dice che quell'uomo facondo parlò per ore sui compiti di un comandante supremo e su ogni aspetto dell'arte militare. Alla fine, tutti gli altri uditori, vivamente compiaciuti, chiesero ad Annibale che cosa pensasse di quel filosofo: il Cartaginese, si dice, in un greco approssimativo ma tuttavia senza impaccio, rispose che aveva visto spesso vecchi pazzi, ma nessuno più pazzo di Formione.

E non aveva torto, per Ercole! Cosa vi poteva essere di più presuntuoso e degno di un cianciatore del fatto che quel Greco, senza aver mai visto né un nemico né un accampamento, senza aver mai avuto, infine, minimamente a che fare con nessun incarico pubblico, si permettesse di dare insegnamenti sull'arte militare ad Annibale, che per tanti anni aveva conteso il dominio al popolo romano, vincitore di tutte le genti?

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