Un re di nome romano e di cultura greca - VERSIONE latino cicerone

Un re Romano e di cultura Greca
Autore: Cicerone

Primum videtur insitiva quadam disciplina doctior facta esse civitas. influxit enim non tenuis quidam e Graecia rivulus in hanc urbem, sed abundantissimus amnis illarum disciplinarum et artium.

fuisse enim quendam ferunt Demaratum Corinthium, et honore et auctoritate et fortunis facile civitatis suae principem; qui cum Corinthiorum tyrannum Cypselum ferre non potuisset, fugisse cum magna pecunia dicitur ac se contulisse Tarquinios, in urbem Etruriae florentissimam. cumque audiret dominationem Cypseli confirmari, defugit patriam vir liber ac fortis, et adscitus est civis a Tarquiniensibus atque in ea civitate domicilium et sedes collocavit. ubi cum de matre familias Tarquiniensi duo filios procreavisset, omnibus eos artibus ad Graecorum disciplinam erudivit
Scipio facile in civitatem receptus esset, propter humanitatem atque doctrinam Anco regi familiaris est factus usque eo ut consiliorum omnium particeps et socius paene regni putaretur. erat in eo praeterea summa comitas, summa in omnis civis opis, auxilii, defensionis, largiendi etiam benignitas.

itaque mortuo Marcio cunctis populi suffragiis rex est creatus L. Tarquinius; sic enim suum nomen ex Graeco nomine inflexerat, ut in omni genere huius populi consuetudinem videretur imitatus.
Sembra che in un primo tempo la popolazione divenne più esperta in una disciplina straniera. Affluì infatti dalla Grecia in questa città un ruscelletto non piccolo ma un fiume abbondantissimo di quelle arti e discipline. Dicono infatti che ci fu un certo Demarcato di Corinto senza dubbio il più ragguardevole della sua città sia per onore, sia per autorità e per ricchezze; si dice che questi non avendo potuto sopportare il tiranno di Corinto Cipselo fuggì con ingente quantità di denaro e si recò a Tarquinia, una ricchissima città dell'Etruria. E sentendo che si era stabilita la dominazione di Cipselo, fuggì via dalla patria da uomo libero e forte, fu accolto come cittadino dai Tarquiniensi e in questa città collocò il domicilio e la sede. Qui avendo generato due figli da una matrona Tarquiniense li educo` in tutte le arti secondo il modello greco.

Lucumone, dopo che fu accolto senza problemi nella città di Roma, grazie alle buone maniere e all'erudizione diventò amico del re al punto da essere considerato partecipe di tutte le decisioni e quasi associato del regno. Inoltre era in lui una grandissima affabilità, una grandissima benevolenza
verso tutti i cittadini. Pertanto morto Marcio, Lucio Tarquinio fu fatto re con tutti i suffragi del popolo; così infatti aveva cambiato il proprio nome secondo il nome greco, per apparire di aver imitatato la consuetudine di
questo popolo in ogni genere.

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