Battaglia di Salamina (Versione di latino Cornelio Nepote)

Battaglia di Salamina Autore: Cornelio Nepote

Xerxes Thermopylis expugnatis protinus accessit astu idque nullis defendentibus, interfectis sacerdotibus, quos in arce invenerat, incendio delevit....

Serse espugnate le Termopili si avvicinò prontamente alla città e la distrusse con un incendio dato che nessuno la difendeva una volta uccisi i sacerdoti che aveva trovato sulla rocca.

I soldati della flotta, atterriti dalle fiamme, non osavano rimanere in quel luogo e moltissimi erano del parere di tornare alle proprie città e difendersi dentro le mura; ma Temistocle da solo si oppose affermando che tutti uniti potevano far fronte, divisi sarebbero sicuramente periti e sosteneva questa tesi davanti ad Euribiade, re degli Spartani che allora aveva il comando supremo.

Ma non riuscendo a convincerlo come voleva, di notte mandò al re persiano il suo servo più fidato, perché gli portasse a nome suo la notizia che i suoi nemici erano in fuga: ma se questi si fossero allontanati, avrebbe durato più fatica e più tempo a concludere la guerra, dovendo inseguirli singolarmente; mentre se li avesse attaccati subito, in breve li avrebbe sconfitti tutti. Con questo stratagemma voleva che tutti fossero costretti loro malgrado a combattere.

A questa notizia, il re credendo che non ci fosse sotto alcun inganno, il giorno dopo, in una posizione per lui del tutto sfavorevole e invece molto vantaggiosa per i Greci, si scontrò con loro in un braccio di mare così angusto che la sua numerosa flotta non poté attuare lo spiegamento. Così fu vinto più dallo stratagemma d Temistocle che dalle armi greche.

La battaglia di Salamina
versione latino traduzione dal libro ad altiora itinera

Decem annis post pugna apud marathonem, qua Athenarum milites mira audacia summaque virtute Persas superaverant, Xerxes, Darei regi filius, bellum in Graecos renovat et cum innumeris copiis Graeciam invadit....

Dieci anni dopo la battaglia presso Maratona, in cui i soldati Ateniesi con straordinaria audacia e somma virtù avevano vinto i Persiani, Serse, figlio del re Dario, rinnovò la guerra contro i Greci e invase la Grecia con innumerevoli truppe.

Allora gli Ateniesi, per consiglio di Temistocle, uomo di grande ingegno e somma autorità, lasciarono Atene deserta: gli anziani, le donne e i fanciulli furono nascosti nelle isole vicino ad Atene, gli uomini invece si imbarcarono e levarono le vele. Così i Persiani senza alcun ostacolo invasero la deserta Atene.

Poco dopo nello stretto innanzi all'isola di Salamina, gli Ateniesi e gli Spartani, che avevano stretto un patto contro Serse, combatterono con i Persiani, e le triremi leggere e rapide dei Greci distrussero, colpivano e sommergevano le navi lente dei Persiani. Così i Greci inflissero a Serse un grande disastro.

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