Dione e Dionigi

Erat intimus Dionysio priori, neque minus propter mores quam affinitatem.

Namque etsi Dionysii crudelitas ei displicebat, tamen salvum propter necessitudinem, magis etiam suorum causa studebat. Aderat in magnis rebus, eiusque consilio multum movebatur tyrannus, nisi qua in re maior ipsius cupiditas intercesserat. Legationes vero omnes, quae essent illustriores, per Dionem administrabantur: quas quidem ille diligenter obeundo, fideliter administrando crudelissimum nomen tyranni sua humanitate tegebat. Hunc a Dionysio missum Karthaginienses sic suspexerunt, ut neminem umquam Graeca lingua loquentem magis sint admirati.

Neque vero haec Dionysioum fugiebant: nam quanto esset sibi ornamento, sentiebat. Quo fiebat ut uni huic maxime indulgeret neque eum secus giligeret ac filium. interim in morbum incidit Dionysius. Quo cum gravi conflictaretur, quaesivit a medicis Dion, quem ad modum se haberet, simulque ab iis petiit, si forte maiori esset periculo, ut sibi faterentur: nam velle se cum eo colloqui de partiendo regno, quod sororis suae filios ex illo natos partem regni putabat debere habere.

Id medici non tacuerunt ae ad Dionysium filium sermonem rettulerunt. Quo ille commotus, ne agendi esset Dioni potestas, patri soporem medicos dare coegit. Hoc aeger sumpto ut somno sopitus diem obiit supremum. Tale initium fuit Dionis et Dionysii simultatis, eaque multis rebus aucta est. Sed tamen primis temporibus aliquamdiu simulata inter eos amicitia mansit.

Dione era amico intimo Dionigi il vecchio, e non meno a causa delle abitudini che per l'affinità.

Infatti anche se a lui era sgradita la crudeltà di Dionigi, tuttavia desiderava la sua incolumità a causa della loro parentela, e ancor di più per i suoi familiari. Lo assisteva nelle questioni rilevanti, e il tiranno era molto influenzato dalla sua saggezza, tranne nella situazione in cui si si era frapposta una sua più forte  passione. Tuttavia tutte le ambascerie, che fossero di una certa risonanza, erano gestite per mano di Dione: egli incaricandosene sicuramente con zelo, gestendole con lealtà, nascondeva la crudelissima fama del tiranno con la sua affabilità. I Cartaginesi lo ammirarono quando fu mandato  da Dionigi tanto che non ammirarono di più mai nessuno che parlava la lingua Greca.

Nè d’altra parte queste cose sfuggivano a Dionigi: infatti capiva di quanto grande onore fosse per lui. Per questo accadeva che solamente a lui accondiscendeva moltissimo e non lo amava diversamente  dal figlio. Nel frattempo Dionigi si ammalò. Lottando egli con una malattia grave, Dione chiese ai medici come stesse e chiese a loro allo stesso tempo che gli rivelassero se per caso stesse in un pericolo maggiore: infatti (disse che) voleva parlare con lui sulla divisione del regno, poiché riteneva che i figli di sua sorella nati da lui dovessero avere una parte del regno.

I medici non tacquero su ciò e riferirono il discorso al figlio Dionigi. Quello, spinto da ciò, affinché Dione non avesse la possibilità di agire, costrinse i medici a dare al padre un sonnifero. L'ammalato, dopo averlo preso, come si assopì, morì . Tale fu l'inizio dell'ostilità tra Dione e Dionigi e questa fu fomentata da molte cose. Ma tuttavia nei primi tempi di tanto in tanto un’amicizia simulata si mantenne tra loro.

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